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Prevedere e prevenire crimini. Dalla Cina la sorveglianza globale


Prevedere e prevenire crimini. La Cina sta usando il suo apparato di sorveglianza come base per un “ambiente informativo unificato” che consentirà alle autorità di profilare singoli cittadini sulla base del loro comportamento online, delle transazioni finanziarie, dei loro spostamenti e delle persone che incontrano. Le autorità osserveranno le deviazioni rispetto al comportamento “normale” che può indicare il coinvolgimento in attività sospette.

Il governo Cinese sta facendo quindi leva su capacità di “predictive policing” già usate dalle autorità statunitensi, e ha finanziato una ricerca nel campo machine learning e in altre tecnologie di intelligenza artificiale per identificare i volti che vengono registrati sui video di sorveglianza. Il governo Cinese ha inoltre usato questa tecnologia per creare una piattaforma di “Situation-Aware Public Security Evaluation (SAPE) che predica “eventi di sicurezza” sulla base dei dati raccolti con le attività di sorveglianza.

Le autorità del fu Celeste Impero hanno una quantità sterminata di informazioni da somministrare a questo sistema. La Cina ha investito in maniera consistente nelle strutture di sorveglianza nelle principali città durante gli ultimi cinque anni, con la spesa per la “sicurezza e stabilità interna” che sorpassa il budget stanziato per la difesa. Nel mese di dicembre il governo di Pechino ha inoltre approvato nuove leggi antiterrorismo che danno alle autorità ancor più poteri di sorveglianza e dispongono che ogni compagnia tecnologica che fa affari in Cina offra assistenza a questo scopo.

Gli strumenti per prevenire crimini

Secondo quanto osserva Bloomberg, la Cina sta cercando di imbrigliare tutte le informazioni utili per poter compiere attività di previsione e predizione comportamentale a livello individuale, chiedendo inoltre al contrattista China Electronics Technology Group di sviluppare strumenti software che possano passare al setaccio le attività online, le transazioni finanziarie, le informazioni di lavoro e qualsiasi dato comportamentale dei cittadini che possa consentire la previsione di “atti terroristici”. Il sistema andrebbe quindi a cercare trasferimenti monetari consistenti e inattesi, comunicazioni oltreoceano di cittadini che non hanno parenti al di fuori del paese e altri eventi che possano indicare la pianificazione di attività criminose.

Andrea Bai

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