Curare cellule malate riprogrammandole con suoni e luci, la meccano biologia


Curare cellule malate invertendo il loro stato di salute sarà possibile a breve grazie ad una innovativa terapia che prevede l’utilizzo di suoni o l’irradiazione con luci a lunghezza d’onda mirata. Una terapia che trova da anni il sostegno ideologico ma non provato scientificamente di coloro che propongono da sempre le cosiddette terapie alternative che traggono le loro basi e conoscenze da culture antiche come quelle sciamaniche o tibetane.

Si punta quindi sulla fisica, la nuova medicina che si occupa di rigenerazione, riparazione dei tessuti e tra qualche anno probabilmente si potranno riprogrammare le cellule con suoni, campi magnetici e luce si chiama meccano biologia la scienza che aiuterà guarire dalle patologie più diverse

E’ di una cellula di lievito il primo suono registrato e rappresenta il suo stato metabolico, l’attività dei suoi geni. E’ stata la prima ad essere ascoltata ed ha aperto la strada alla meccano biologia, la scienza che sposta il paradigma dalla medicina e della chimica alla fisica.

Ogni cellula produce vibrazioni meccaniche reagendo ai suoni ed alle oscillazione dei campi magnetici luce cioè radiazioni elettromagnetiche. Energia fisica che appositamente convogliata nelle cellule malate può riprogrammarle verso l’auto guarigione. Un autoriparazione intrinseca negli esseri viventi anche per le molte staminali contenute nei tessuti tanto che ogni tre mesi rinnoviamo il 70 per cento delle nostre cellule.

Curare cellule malate. Intervista al prof. Carlo Ventura
(Direttore di Biologia Molecolare CNR Bologna)

Il nostro lavoro è stato dapprima di poter mettere in evidenza come queste cellule per esempio, potessero vibrare esprimendo una sorta di firma oscillatoria (la meccanica della firma vibrazionale), che fosse in qualche modo indicativa del loro stato di salute, di sofferenza o se parliamo di una cellula staminale, fosse in qualche modo specifica del loro destino, una cellula che si sta differenziando in una cellula cardiaca, neuronale, vascolare e così via.

La “voce” di una cellula cardiaca riprogrammata è stata poi registrata grazie ad un microscopio a forza atomica con appena un centinaio di micro metri di lunghezza e 5 di diametro. Il suo braccino termina con un atomo e percepisce tutte le variazioni della superficie della cellula, aggiungendo un laser si è riusciti ad ottenere una mappa tridimensionale dei movimenti interni alla cellula.

Nelle cellule abbiamo quello che si chiama citoscheletro costituito da molti elementi come i microtubuli, filamenti di actina, il nucleo, il dna che in realtà una molecola lunga più di due metri raccolto in pochi millesimi di millimetro di diametro. Tutte queste strutture oscillano, si muovono, interagiscono tra di loro, perché sono fenomeni di risonanza. Questi fenomeni motòri arrivano fino alla superficie cellulare, quindi ascoltando ciò che accade sulla superficie cellulare noi possiamo raccogliere informazioni sui movimenti più fini interni che diventano poi una sorta di traccia elettronica. Creare poi dei dispositivi, degli attuatori vibrazionali, che altro non sono che trasduttori meccanici molto fedeli di questa firma vibrazionale, capaci di ridare questa oscillazione, alle cellule indifferenziate.

Curare cellule malate con i suoni

In altre parole, facendo “ascoltare” alle cellule malate, il suono registrato prodotto dalle cellule sane, queste si riallineano al funzionamento biologico “sano” stimolato meccanicamente dall’esterno.

Da qui parte la rigenerazione dei tessuti ad esempio per le cellule del sistema nervoso, del cuore la cui riparazione naturale e molto lenta. Utilizzando le forze fisiche sopra descritte, si garantisce loro un buon funzionamento dopo un evento acuto grave come un infarto un ictus.

Si può aumentare la capacità delle cellule di resistere a una situazione di danno o anche guidare in maniera mirata il differenziamento di staminali. Tra cinque anni appena, sfruttando le vibrazioni, i suoni luce di particolari lunghezze d’onda e campi magnetici, si potranno riprogrammare le cellule dei tessuti dell’uomo la dove si trovano, ottimizzando la capacità di auto guarigione a costi ridotti.

Questa strategia non presuppone lo sviluppo di molecole, la sintesi di molecole, o l’utilizzo di approcci di ingegneria genetica o comunque il trattamento di cellule con vettori virali per modulare l’espressione di questo o quel gene.

Curare cellule malate con i suoni, tra i vantaggi si evitano il rigetto, effetti collaterali e l’invasività.

Quindi non solo nella medicina rigenerativa che non ha più bisogno, almeno in prima istanza, del trapianto, di cellule di tessuti, ma anche della medicina di precisione.

Il video integrale è disponibile a questo link, servizio di Claudia Pregno

 

Video di sostegno: Suoni e cellule staminali, vibrazione mutante per il futuro della medicina

 

Il video: La risonanza delle cellule, La frequenza della vita

 

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• STANZA MULTISENSORIALE INTERATTIVA PER LA CURA DELL’AUTISMO

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