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Microbot per uso medico, grande come un batterio

lunedì, 1 Agosto, 2016
Ultima modifica:
Microbot, micro robot

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Microbot per uso medico, si muove come un batterio e, grazie ai materiali tech con cui viene realizzato, potrebbe diventare la chiave di volta della chirurgia endoscopica. Il micro robot è soffice, flessibile e senza motore, in futuro potrà ”navigare” nel corpo umano per trasportare farmaci ed eseguire piccoli interventi, come la pulizia delle arterie bloccate da coaguli. E’ fatto di un leggerissimo materiale biocompatibile, chiamato idrogel, in cui sono immerse delle nanoparticelle magnetiche che gli danno forma e lo muovono quando viene applicato un campo magnetico esterno. Lo dimostrano le immagini pubblicate su Nature Communications dal Politecnico Federale di Losanna (Epfl) in collaborazione con il Politecnico di Zurigo (Ethz).

Microbot e batteri

I primi esemplari di micro robot imitano i movimenti del batterio che causa una malattia infettiva, la tripanosomiasi africana, meglio nota come malattia del sonno. Questo particolare parassita si muove grazie alla spinta propulsiva di una piccola coda (chiamata ”flagello”) che normalmente viene nascosta, come meccanismo di sopravvivenza, quando il batterio si trova nel circolo sanguigno della persona infettata. Allo stesso modo, il microrobot nasconde la sua coda arrotolandola intorno al corpo principale quando viene colpito con un laser e riscaldato.

Effetti collaterali di questa tecnologia

Per ora il robot è ancora un prototipo in via di sviluppo. Prima di un suo possibile utilizzo in ambito biomedicale “bisognerà valutare molti aspetti – affermano i ricercatori – per esempio dovremo accertarci che non causi effetti collaterali ai pazienti”. Altro aspetto da non sottovalutare è come possano essere espulsi o al massimo assorbiti dall’organismo dopo un certo periodo di tempo. Viste le dimensioni ridotte poi potrebbero essere realmente confusi con degli organismi viventi reali come i batteri ed attaccati dal sistema immunitario? Le domande senza risposta sono ancora molte. I ricercatori dovranno lavorare non solo sull’aspetto funzionale ma acne su quello etico, della sicurezza, valutare possibili interferenze con delle protesi pre-impiantate ecc..

I ricercatori coinvolti in questo ambizioso progetto sono:
Selman Sakar,  Hen-Wei Huang, Bradley Nelson, Andrew Petruska, Salvador Pane

Video dimostrativo del microbot

 

Fonte

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