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Febbraio 26, 2018
alga spirulina i bio-robot per portare farmaci mirati contro i tumori

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Dall’alga spirulina la possibilità di intervenire all’interno del corpo umano con robot medici in grado di raggiungere con facilità determinate aree, o riuscire a fornire farmaci localizzati con alta precisione, è tra le sfide della medicina evoluta.

Un grande passo in avanti è stato fatto recentemente, grazie alla manipolazione di un’alga chiamata spirulina, resa in grado di muoversi nel corpo umano in risposta a segnali magnetici precisi. La spirulina è un’alga che si presenta come una minuscola molla a spirale, visibile a livello microscopico.

Alga spirulina come manipolarla?

In passato le alghe sono state impiegate per finalità mirate differenti come ad esempio cancellare la memoria di un individuo

La difficoltà principale ad oggi con la spirulina è stata trovare un veicolo senza tossicità per l’essere umano, e naturalmente un modo per controllarne i movimenti in modo preciso. Il rivestimento dell’alga con nanoparticelle di ossido di ferro, ha permesso ai ricercatori di tracciarne la posizione utilizzando una tecnologia chiamata risonanza magnetica nucleare (NMR) e di spingerla verso determinate aree con il metodo dei due poli. Successivamente, i ricercatori dovranno dimostrare che i bio-robot a base di spirulina, sono in grado di nuotare non solo nel corpo, ma anche di consegnare farmaci specifici e con maggiore efficienza rispetto ad un’iniezione o l’assunzione di una pillola.

Anche la non tossicità della soluzione si è rivelata un’interessante scoperta, considerando che dura molto più di un paio di ore o giorni prima di disintegrarsi. Curiosamente, i ricercatori hanno scoperto che le cellule tumorali sono un obbiettivo specifico dei bot – circa il 90% delle cellule tumorali cresciute su una capsula di Petri, sono state distrutte dopo l’esposizione alla spirulina per 48 ore-. L’utilizzo della Spirulina -bot in ambito medico è ancora un traguardo lontano secondo i ricercatori dell’Università di Hong Kong, che sperano di perfezionarla per un utilizzo sull’uomo entro 10 anni.

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