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La sonda SETI ha ricevuto un segnale dallo spazio. Una forma di vita extraterrestre intelligente ha interagito?


Il SETI ha ricevuto un misterioso segnale dallo spazio, ora si lavora per provarne l’autenticità.

Molti di voi si ricorderanno sicuramente quando nell’agosto del 1977, Jerry R. Ehman analizzò un segnale che passò alla storia come segnale WOW!( proprio perché a fianco del codice il signor Ehman scrisse WOW!).

Il SETI però non fu mai più in grado di recuperarlo. Dopo quasi 40 anni, la storia si ripete. Il segnale è stato ricevuto circa 15 mesi fa, ma solo il fine settimana scorso il responsabile della scoperta, il professor Paul Gilster, ha reso pubblica la notizia. Quando accade qualcosa del genere c’è da essere molto cauti, perché bisogna essere sicuri che non si tratti affatto di un’interferenza terrestre. Per questo motivo nelle prossime ore, verranno usati telescopi sul tutto il globo, puntati in direzione della zona di provenienza del segnale, per essere sicuri al 100% che non si tratti di qualcosa proveniente dal nostro pianeta.

La provenienza del misterioso segnale dallo spazio

La stella da dove è stato ricevuto il misterioso segnale si chiama HD 164595 e si trova nella costellazione di Ercole. Si tratta di una stella molto simile al nostro Sole a circa 95 anni luce da noi, dove, con alte probabilità, potrebbero esserci pianeti di una certa importanza dal punto di vista di abitabilità. Su una cosa i ricercatori non hanno dubbi:

il segnale è stato trasmesso con una certa insistenza, quindi non può essere di tipo “naturale”.

Molte persone gridano sul web che questa notizia è una bufala, è falsa, non è possibile, ma invece con grande sorpresa per qualche mente appannata è vera. Con questo ci teniamo a chiarire che gli scienziati hanno espressamente dichiarato che parlare di alieni è prematuro, perché prima c’è bisogno di confermare, come detto in precedenza, che non si tratti di un’interferenza. Se ciò fosse confermato, saremmo di fronte alla ricezione del primo segnale extraterrestre (ufficiale), ricevuto dalla razza umana, magari per sbaglio.

Fonte

Il report originale:

“Nessuno sostiene che il fenomeno osservato sia opera di una civiltà extraterrestre, ma vale certamente la pena effettuare ulteriori studi. Valutando la potenza del segnale, i ricercatori dicono che se provenisse da un beacon isotropo sarebbe possibile solo per una civiltà di tipo II nella Scala di Kardashev (quella umana è di tipo 0, molto meno evoluta). Se fosse un segnale ristretto concentrato sul nostro Sistema Solare, sarebbe di una potenza disponibile per una civiltà di tipo I nella Scala di Kardashev. Il segnale è provocatorio a sufficienza che i ricercatori del RATAN-600 stanno richiedendo la possibilità di monitorare permanentemente la sorgente del fenomeno”.

Scala di Kardashev

è un metodo di classificazione delle civiltà in funzione del loro livello tecnologico, proposta nel 1964 dall’astronomo russo Nikolaj Kardašëv.

Si compone di tre tipi, basati sulla quantità di energia di cui le civiltà dispongono, secondo una progressione esponenziale. L’esistenza delle civilizzazioni descritte è del tutto ipotetica, ma questa scala è stata utilizzata come base di partenza nella ricerca del progetto SETI ed è inoltre richiamata in varie opere di fantascienza.

Tipi di civiltà aliene

Tipo I: civiltà in grado di utilizzare tutta l’energia disponibile sul suo pianeta d’origine (secondo i calcoli che Kardašëv aveva proposto inizialmente 4×1012 watt).
Tipo II: civiltà in grado di raccogliere tutta l’energia della stella del proprio sistema solare (4×1026 watt).
Tipo III: civiltà in grado di utilizzare tutta l’energia della propria galassia (4×1036 watt)

La civiltà umana sarebbe pertanto una civiltà ancora di “Tipo 0”, in quanto utilizzerebbe solo una frazione dell’energia totale disponibile sulla Terra.

Secondo Kardašëv la Terra nel 1964 avrebbe potuto percepire la presenza di una civiltà di tipo III sotto forma di emanazioni di onde radio o di fasci laser. Nel 1965 ritenne di aver intercettato uno di questi segnali nella radiogalassia CTA 102 e la notizia venne pubblicata con grande risalto dall’agenzia Tass, ma in seguito apprese che pochi giorni prima un astronomo olandese, Maarten Schmidt aveva identificato il segnale come l’emissione di un quasar. In seguito Iosif Šklovskij, principale collaboratore di Kardašëv, giunse alla conclusione che una civiltà di tipo III non potrebbe che autoestinguersi, secondo il concetto della singolarità tecnologica.

Jack Cohen e Ian Stewart hanno sostenuto che se non possiamo comprendere civiltà più avanzate, non possiamo neppure ipotizzare in che modo esse si evolvano. Inoltre il progresso tecnologico umano è dipeso da una successione di scoperte, talvolta fortuite, come la scoperta della penicillina, e dalla presenza di determinate condizioni, come la presenza dei combustibili fossili, che potrebbero non essere universalmente diffuse.

Le alte energie appaiono necessarie per riuscire ad accorciare le enormi distanze spaziotemporali tra le stelle (cunicoli spaziotemporali) e quindi a un rapido passaggio all’acquisizione della disponibilità di energie di livelli superiori.

 

 

Aggiornamento del 02.09.2016
il segnale captato dal SETI è di origine terrestre

I ricercatori russi rilasciano un comunicato dove affermano che il segnale captato dal radiotelescopio RATAN-600 è con grossa probabilità di origine terrestre, sebbene non sia stato ancora possibile identificarne con esattezza la fonte.

Nei giorni scorsi aveva fatto scalpore la notizia della scoperta in un osservatorio astronomico russo di un forte segnale proveniente dal sistema stellare HD164595, ad una distanza di circa 95 anni luce dalla Terra. Prima di pensare ad una qualche civiltà aliena, la comunità scientifica ha ovviamente esortato tutti alla cautela, suggerendo di evitare conclusioni affrettate prima degli opportuni approfondimenti.

Mai suggerimento fu più adeguato, dal momento che il segnale captato in Russia sembra essere in realtà di origine terrestre. L’Osservatorio Astrofisico dell’Accademia delle Scienze russa (SAO RAS) ha infatti comunicato:

“Le analisi del segnale hanno rivelato la sua più probabile origine terrestre”.

I ricercatori del SAO RAS non hanno ulteriormente specificato quale tipo di analisi li ha portati a questa conclusione, ma hanno tuttavia precisato che il telescopio radio RATAN-600 che ha captato il segnale copre una vasta gamma di frequenze da 1 a 22,7 GHz, caratteristica che gli permette di rilevare anche segnali estremamente deboli. Il segnale captato ha una lunghezza d’onda di 2,7 cm, ma il team del SETI è stato in grado di raccoglierlo solamente dopo aver scandagliato per 39 volte quell’area di universo. Per cercare di confermare il segnale, anche l’Allen Telescope Array in California è stato puntato nella direzione del sistema stellare HD164595, senza tuttavia alcun esito.

I ricercatori russi non sono comunque ancora riusciti ad identificare l’esatta origine del segnale, ipotizzando che si possa trattare di un segnale “parassita” proveniente da un velivolo o da altri satelliti. Le analisi, comunque, sono ancora in corso.

Fonte

 

Il grafico sottostante è utile per cercare di capirne qualcosa in più in riferiemnto al segnale anomalo registrato la cui lunghezza d’onda ricordiamo essere stata dichiarata paria a 2.7 cm. Tradotto significa che ci troviamo all’interno della finestra di frequenze comprese nelle microonde, incapaci quindi di penetrare all’interno dell’atmosfera terrestre. Eppure i telescopi a terra sono riusciti in qualche modo registrarne il segnale.

Altra cosa da sottolineare, le distanze nello spazio sono molto ampie per cui il segnale pervenuto è con buona approssimazione un segnale degradato rispetto alla sua controparte originale. Per essere più chiari, avviene la stessa cosa di quando si getta un sasso in uno stagno. Nel punto in cui cade il sasso (fonte del segnale) le ondine saranno più vicine tra loro e più alte, man mano che ci allontaniamo dal punto di impatto, le onde si allungano e divengono meno alte. Se a noi è pervenuto un segnle nel campo delle microonde significa che l’eventuale sorgente non può essere collocata tra le onde radio ma potrà verosimilmente pervenire da frequenze più alte (infrarosso, Spettro visibile, Ultravioletto ecc)

Aspettiamo la versione ufficiale.

EM Spectrum Properties it

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