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Grandi terremoti e correlazione con le fasi lunari


Grandi terremoti e correlazione con le fasi lunari. I Grandi terremoti e attrazione lunare, esiste una relazione?. E’ questa la domanda a cui ha cercato di dare una risposta uno studio statistico realizzato da Satoshi Ide e colleghi (università di Tokyo) pubblicato su Nature Geoscience: il team ha preso in esame i 12 terremoti più intensi avvenuti negli ultimi anni, quelli con una magnitudo superiore a 8,2  e ha rilevato che per 9 di essi il sisma si è scatenato nei giorni vicini alla Luna piena o alla Luna nuova, quando la forza di marea indotta dal satellite è massima.

Per lo studio è stata elaborata una sorta di scala di stress che, con numeri da 1 a 15, descrive la posizione di Terra-Luna-Sole fino all’allineamento (15): in concomitanza dei più forti sismi il valore era prossimo al 15. In base allo studio non pare invece esserci relazione tra fasi lunari intermedie (quarti di Luna) e terremoti, neppure di magnitudo inferiore.

Grandi terremoti e correlazione fasi lunari, le masse continentali sono influenzate dall’attrazione della luna e del sole

In realtà è abbastanza logico pensare che così come le masse marine del nostro pianeta, anche le masse continentali devono essere in qualche modo influenzate dall’attrazione della luna e del sole, esiste addirittura un caso all’interno del nostro sistema solare in cui un satellite Io, posto ad una piccola distanza dal suo pianeta Giove, debba la sua natura geologica estremamente attiva e vulcanica agli attriti interni causati dall’attrazione gravitazionale del gigante gassoso. Però Giove è Giove e un forte terremoto mette in gioco un’enorme quantità di energia che da sola non sarebbe commensurabile con quella prodotta dall’attrazione gravitazionale della Luna.

Si pensa quindi che l’attrazione esercitata dal nostro satellite potrebbe agire come una sorta di Goccia che fa traboccare il vaso in una situazione di stress già precario. Emily Brodsky (università della California), fa tra l’altro notare che il campione considerato, una dozzina di terremoti, è troppo piccolo per poter estrapolare risultati definitivi, anche perché dei 12 eventi presi in esame solo 9 hanno mostrato una correlazione con le fasi lunari considerate più critiche (Luna piena/Luna nuova). Il sisma di Amatrice del 24 agosto 2016 per esempio è avvenuto a parecchi giorni di distanza dalla Luna nuova (2 agosto) e da quella piena (18 agosto).

Carlo Migliore

Un commento amaro:

Ci risiamo, la solita vecchia tradizione italiana che riemerge dalle ceneri della storia. Oggi il plauso per la ricerca sui terremoti va a dei ricercatori giapponesi. Alcuni penseranno che siano, visto il loro coinvolgimento diretto ai fenomeni sismici, direttamente interessati a questo tipo di ricerca e che quindi rappresentino il massimo in questo settore.

Purtroppo anche in questo caso non è così. La loro ricerca finisce addirittura al terzo posto sulla linea di arrivo di questa competizione ideale.

Il primato spetta all’italiano ed autodidatta Raffaele Bendandi (1920) con la sua teoria “sismogenica” ideata per prevedere i terremoti e confermata da diverse deposizioni notarili effettuate prima che i disastri naturali si presentassero. Allora come oggi le sue idee vennero considerate prive di fondamento dalla comunità scientifica italiana e lui fu perseguitato per procurato allarme.

Al secondo posto si piazza Richard Binzel (2010) del MIT. Che ha inversamente dimostrato come la forza gravitazionale della Terra e i suoi effetti secondari, ovvero le forze delle marea, generano tremori sismici sulla luna.

In ultimo la compagine nipponica presente in questo articolo (2016).

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