Covid-19 Coronavirus statistiche anomale

Coronavirus statistiche anomale, 2 pesi 2 misure.

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Coronavirus statistiche da rivedere? Si dice che le statistiche siano l’arte di interpretare i dati in modo da sovvertirne le evidenze.

Con questo articolo, vorrei analizzare alcune cose relative esclusivamente all’ambito statistico della questione Covid-19 senza affrontare discorsi inerenti la salute in quanto non rappresenta una nostra competenza.

Spesso i media ci inondato con numeri allarmanti riguardanti questa pandemia ma da una nostra indagine la situazione potrebbe essere meno tragica di quanto ci è dato di capire.

Nello specifico, nei telegiornali, si menzionano esclusivamente i dati grezzi o RAW. Ci mostrano numeri allarmanti con toni squillanti come “14.000 morti totali”.

Certo non è un numero che messo in questo contesto ci tranquillizza, anzi vedendo la cifra è lecito sentirsi pesantemente minacciati, terrorizzati dalla pandemia in corso.

La prima reazione è di correre ai ripari cercando di mettere in sicurezza noi stessi ed i nostri cari con i giusti dispositivi di protezione individuali (DPI).

E’ proprio in queste occasioni che bisogna mantenere la mente lucida ed affrontare la situazione cercando un altro punto di vista.

Questo testo nasce con la speranza di alleviare la pressione psicologica effettuata in modo ubiquitario su ogni media a discapito dei cittadini.

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Coronavirus statistiche atipiche

Addentrandoci nello specifico, abbiamo solamente un valore certo e corrisponde alla popolazione italiana pari a 60.483.973 persone (istat 2019).

Un altro elemento che conosciamo è il numero di morti ufficiali, ovviamente dai dati in nostro possesso non sono noti i decessi avvenuti in casa o privi di una documentazione.

Visto che molto spesso quest’ultimo elemento viene raffrontato con i “casi registrati” (colonna blu tabella in basso) è ovvio avere un ritorno allarmistico.

Se ci riflettete, i 119.827 casi certi non sono un numero reale ma frutto di un campionamento randomizzato.

Per avere dei dati certi avremmo dovuto monitorare tramite tamponi l’intera popolazione italiana, un opera praticamente ed economicamente insostenibile, per giunta i prelievi sarebbero dovuti pervenire in tempo reale ma sorvoliamo.

E’ sicuramente più corretto confrontare i decessi con il numero che riflette la popolazione italiana?

Anche perché spesso i tamponi sono stati effettuati post-mortem su soggetti che fino a quel momento non erano stati sottoposti alla campionatura.

Coronavirus statistiche pratiche

Da questo nuovo punto di vista si deduce che i contagiati sono 1 su 505 abitanti ed i morti pari ad 1 su 4120 abitanti, corrispondenti allo 0.024 % della popolazione italiana.

Sappiamo benissimo che mancando l’elemento menzionato in precedenza, il campionamento nazionale completo, anche questi dati sono inesatti ma è anche vero che sono più vicini al reale rispetto a quanto descritto in modo erroneo dalla propaganda televisiva.

Coronavirus statistiche in Europa

Altra cosa che stona e di parecchio è il raffronto con gli altri paesi europei.

Prendiamo il caso emblematico del Belgio, qui non è stata attuata nessuna misura cautelativa adottata in Italia.

Niente mascherine, nessun limite sulla distanza da rispettare, nessuna attività chiusa. L’unico accorgimento imposto dal governo è stato vietare assemblamenti al di sopra delle 1000 persone.

Si avete letto bene 1000. Praticamente sono stati vietati i concerti e le grosse manifestazioni sportive e probabilmente questa chiusura è stata fatta come gesto di solidarietà verso i paesi più colpiti.

Ebbene senza nessuna precauzione attiva, il Belgio vanta un decesso per Coronavirus ogni 9974 abitanti, il doppio rispetto a noi che siamo stati sottoposti a delle misure cautelative oppressive.

Come è possibile?

Se osserviamo la situazione anche in altri paesi che hanno adottato soluzioni contenitive simili alle nostre, possiamo osservare che la nazione più virtuosa d’Europa è la Germania che vanta un decesso per Covid-19  ogni 65.020 abitanti pari al 0.002 % della popolazione tedesca.

Ancora una volta i conti non tornano. Il nostro paese in questa tragica classifica risulta ultimo e non è certo un vanto.

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Coronavirus statistiche infelici per l’Italia

Potremmo mettere sul banco degli imputati una cattiva gestione politica ed organizzativa, oppure un’onda infettiva che dalle nostre parti si è affacciata in anticipo rispetto a tutti gli altri paesi del nostro continente ma questa soluzione stona con i dati del Belgio.

Potremmo additare i tagli della spesa pubblica sulla salute, messa in bilancio praticamente da ogni governo in essere nelle ultime cinque legislature.

Si potrebbe perfino pensare che ci sia una qualche manovra a noi non nota che porterebbe ad enfatizzare questi valori ma tutto questo, esula dalle nostre competenze e pertanto tutte queste domande sono destinate a restare emarginate nell’oblio dei potrebbe e dei forse.

Probabilmente il merito di questo conteggio anomalo è dovuto da un diverso tipo di approccio che sembrerebbe essere differente in ogni paese.

Coronavirus statistiche anomale 2 pesi e 2 misure

Insomma lo stesso problema sembrerebbe essere raccontato in molti modi differenti ed ecco che nasce la confusione nei popoli.

Alla fine dei conti vedremo come si saranno realmente svolte le cose, con la conta dei morti reali e non gonfiati, con la conta di chi ha perso lavoro, di chi è stato costretto alla fame e di chi nel frattempo per la disperazione si è suicidato.

Forse il virus in se farà meno morti di quanti ne avrà fatti una gestione economica miope.

La situazione economica

Per ora è stato rilasciato il decreto salva Italia con un prelievo forzato da tutti i conti correnti degli italiani che hanno più di €5000 depositati, più altre €100 a discapito delle aziende.

Dette operazioni non sono state incluse nella divulgazione ufficiale da parte del premier che ormai disdegna i canali TV nazionali per esprimersi al riparo di tutto su Facebook.

A proposito sig. Conte, per dare il buon esempio agli Italiani, le consiglio di usare l’apposita mascherina quando diffonde le sue comunicazioni e stringe le mani ad altre persone.

Magari potrebbe dare l’informativa dei nuovi decreti  in orari consoni, quando tutti sono a cena e non la notte inoltrata quando non tutti seguiranno le sue esternazioni, molti di noi si alzano presto la mattina.

Il problema che il giorno dopo ci troviamo con dei decreti che fino al giorno prima erano inesistenti.

Non si offenda se a causa delle tasse occulte e dell’orario delle comunicazioni nonché il canale utilizzato per esprimere i suoi decretini taluni ironicamente l’hanno cominciata a soprannominare il Conte “Dracula”.

Con la speranza di aiutare chi fra voi vive questa pandemia

Allo stremo di un collasso psichico, a chi vede nell’altro un untore virulento anche se cammina a soli 100 metri di distanza e non pensa che potrebbe essere una risorsa, una persona a cui chiedere aiuto,  con cui confrontare anche in modo acceso le proprie idee.

A chi esce di casa vestito come se dovesse affrontare un viaggio interstellare con 5 paia di guanti alle mani, con delle buste della spesa che avvolgono i piedi e con dei respiratori auto-prodotti che creeranno danni ai polmoni maggiori di qualunque altro virus.

Ecco a voi la tabella con i numeri e le relative statistiche.

Facciamo che sia l’abbraccio il primo gesto spontaneo del dopo Covid.

Per ora resistiamo ai nostri impulsi di libertà rispettando alla lettera tutte le limitazioni legislative con la consapevolezza che il contagio potrebbe avere degli aspetti meno gravi di quanto divulgato.

Coronavirus statistiche a parte, vedi i prodotti per l’igiene personale consigliati

Coronavirus Statistiche riconsiderate sul Covid-19

Coronavirus statistiche: i dati sono stati estratti dal sito worldometers.info
ed aggiornati al 03/04/2020 ore 12.00 am GMT