Coronavirus vaccino

Coronavirus antitodo del 2014 pronto prima della pandemia?

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Il caso cinese del coronavirus sembrerebbe, da come è stato presentato, un evento spontaneo scaturito dal nulla presumibilmente dopo essere stato trasferito nell’uomo da un animale come un serpente, pipistrello, pesce ecc senza peraltro averne accertato effettivamente la causa. A noi qualche dubbio è sorto quando interrogandoci alla vecchia maniera ci siamo posti la fatidica domanda. A chi gioverebbe questo virus?

Ovviamente, vista la brevità temporale degli eventi il primo indiziato è stato l’esuberante presidente USA con la sua politica dei dazi proprio a discapito del popolo cinese. Ma queste sono solo suggestioni peraltro non suffragate da una minima evidenza che le possa sostenere quello che conta sono i fatti, i collegamenti tra nomi e cose.

A questo punto è iniziata un indagine più approfondita con l’obbiettivo di riuscire in qualche modo a collegare questo evento a qualcosa di significativo. A sorpresa, dopo una lunga ricerca è stato trovato un collegamento neppure troppo velato, una coincidenza che se da un lato risulta essere molto interessante dall’altro desta non poche preoccupazioni se solo fosse confermata.

Ma procediamo con ordine, il 23 luglio 2014, presso l’ufficio brevetti degli Stati Uniti ne è stato registrato uno

Depositato da 3 inventori, tali:
Erica Bickerton (microbiologo), Sarah Keep (biologo molecolare) e Paul Britton (psicologo).

Coronavirus vaccinoCosa hanno inventato? Siete proprio sicuri di volerlo sapere? Costoro hanno brevettato il Coronavirus. Si avete letto bene. La stessa pandemia scoppiata guarda caso in Cina è già vecchia di 6 anni.

A leggere Abstract del brevetto emerge che il Coronavirus è stato progettato in laboratorio con lo scopo di essere dapprima depotenziato e quindi reso innocuo per l’organismo ospite. Successivamente, combinato con altri principi farmacologici come ad esempio un vaccino, si sarebbe utilizzato come veicolo contenitore per trasportare il vaccino o farmaco nelle cellule bersaglio sfruttando la capacità di propagazione del Coronavirus. Fino a qui nulla di strano si tratta di una metodologia nota in campo scientifico.

Leggiamo dal documento:

CONTESTO DELL’INVENZIONE
Il virus della bronchite infettiva aviaria (IBV), l’agente eziologico della bronchite infettiva (IB), è un patogeno altamente infettivo e contagioso dei polli domestici che si replica principalmente nel tratto respiratorio ma anche nelle cellule epiteliali dell’intestino, dei reni e dell’ovidotto. IBV è membro dell’Ordine Nidovirales, Famiglia Coronaviridae, Sottofamiglia Corona virinae e Genere Gammacoronavirus; coronavirus geneticamente molto simili causano malattie in tacchini, faraone e fagiani.

I segni clinici di IB includono starnuti, rantoli tracheali, secrezione nasale e respiro sibilante. Gli uccelli da carne hanno un perso peso, mentre gli uccelli che depongono le uova hanno ridotto il numero di uova  prodotte e quest’ultime risultavano di scarsa qualità. L’infezione respiratoria che colpisce i polli li rende predisposti a infezioni batteriche secondarie che possono essere fatali per i pulcini. Il virus può anche causare danni permanenti all’ovidotto, specialmente nei pulcini, con conseguente riduzione della produzione e della qualità delle uova; seguono malattie renali che possono essere fatali.

È stato riferito che l’IBV è responsabile delle maggiori perdite economiche per il settore avicolo rispetto a qualsiasi altra malattia infettiva.

Insomma il campo di applicazione sembrerebbe del tutto legittimo e riconducibile ad un operazione economica che mirava ad evitare perdite economiche consistenti.

Il testo prosegue …

CAMPO DELL’INVENZIONE
La presente invenzione si riferisce ad un coronavirus attenuato comprendente un gene variante, che provoca una ridotta patogenicità del virus. La presente invenzione riguarda anche l’uso di un tale coronavirus in un vaccino per prevenire e / o trattare una malattia.

Un altro passaggio del brevetto sul Coronavirus recita:

Il coronavirus può essere usato per infettare una cellula.

Le particelle di coronavirus possono essere raccolte, ad esempio dal surnatante, mediante metodi noti nella tecnica e facoltativamente purificate.

La cellula può essere utilizzata per produrre la particella di coronavirus. Pertanto la presente invenzione fornisce anche un metodo per produrre un coronavirus che comprende le seguenti fasi:

• (i) infezione di una cellula con un coronavirus secondo l’invenzione;
• (ii) consentire al virus di replicarsi nella cellula; e
• (iii) raccolta del virus di progenie.

La presente invenzione fornisce anche una cellula in grado di produrre un coronavirus secondo l’invenzione usando un sistema di genetica inversa. Ad esempio, la cellula può comprendere un genoma virale ricombinante comprendente una sequenza nucleotidica in grado di codificare il gene replicasi della presente invenzione.

La cellula può essere in grado di produrre virus ricombinante ricombinante (ad esempio virus vaccinia) contenente il gene della replicasi.

In alternativa, la cellula può essere in grado di produrre coronavirus ricombinante mediante un sistema di genetica inversa. La cellula può esprimere o essere indotta ad esprimere la T7 polimerasi al fine di salvare la particella virale ricombinante.

Il Vaccino

Il coronavirus può essere usato per produrre un vaccino. Il vaccino può essere una forma attenuata viva del coronavirus della presente invenzione e può inoltre comprendere un trasportatore farmaceuticamente accettabile. Come qui definito, “veicoli farmaceuticamente accettabili” adatti per l’uso nell’invenzione sono ben noti agli esperti del ramo. Tali vettori includono, senza limitazione, acqua, soluzione salina, soluzione salina tamponata, tampone fosfato, soluzioni alcoliche / acquose, emulsioni o sospensioni….

Per concludere sul Coronavirus:

Pagina del brevetto Coronavirus
Scarica il file PDF originale

Il coronavirus sia stato progettato per essere dapprima depotenziato e successivamente utilizzato come vettore per trasportare un farmaco dove serviva. Qualcosa non è andata come doveva, infatti il virus che si è propagato in Cina non era affatto depotenziato ma anzi. A questo punto emerge da questa vicenda un secondo punto oscuro.

Casualmente a 32 Km dal mercato dei frutti di mare dell’Huanan, dove si ipotizza si sia manifestato il primo caso di pandemia, è situato un bio laboratorio, precisamente nella citta di Wuhan. In questo centro, sembra vengano sperimentati i patogeni più pericolosi esistenti sul pianeta.

A titolo di cronaca va ricordato che la stessa SARS è una variante che ha preceduto il coronavirus.

Aggiungiamo che secondo una simulazione effettuata presso la Johns Hopkins Center for Health Security si prevede che le vittime totali di questa pandemia possano raggiungere  i 65 milioni di persone, lo 0.86% della popolazione mondiale.

Propagazione dei virus e Intelligenza artificiale

Casualmente, nello stesso periodo, la piattaforma di intelligenza artificiale BlueDot creata in Canada ha previsto e avvisato del pericolo del focolaio del virus cinese coronavirus prima di tutti. Un anticipo di diversi giorni che per queste problematiche risulta essenziale per salvare vite umane e limitarne il più possibile la diffusione.

I risultati raggiunti da BlueDot sono notevoli e promettenti. Il centro USA per il controllo e la prevenzione delle malattie, siglato CDC ha avvisato del pericolo del virus cinese coronavirus il 6 gennaio, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha avvisato il pubblico con un comunicato del 9 gennaio. La piattaforma canadese BlueDot ha battuto entrambi annunciando del pericolo i propri clienti il 31 dicembre.

BlueDot è stato creato da un team di medici e programmatori combinando l’elaborazione del linguaggio naturale con tecnologie di apprendimento automatico. L’idea è partita di Kamran Khan, medico che ha vissuto in prima persona la diffusione della SARS nel 2003, malattia che lo ha spinto a escogitare un sistema migliore di prevenzione basato sulle nuove tecnologie, in grado di superare ritardi e anche le reticenze di molti governi nel divulgare tempestivamente bollettini e allarmi.

Adesso vi pongo una domanda. Come testereste voi il vostro sistema predittivo che vi è costato tempo e denaro? Semplicemente utilizzando delle cavie tacitamente volontarie molto lontane da voi. Curioso poi che abbiano realizzato un software di tale portata e lo abbiano testato prima dell’evento pandemico. Più di qualche dubbio resta ed ancora di più il senso di inquietudine e di impotenza rispetto alle 65 milioni di persone che se confermate sarebbero state eliminate per un gioco di potere per controllo globale. Per renderci conto dei volumi, 65 milioni di persone sono l’equivalente di 1000 stadi di calcio pieni di gente.

A tirare le somme di questo evento casuale, gli Stati Uniti ci guadagnano per il crollo del mercato cinese. Le case farmaceutiche idem per ovvie ragioni anche perché il vaccino è pronto. Le società informatiche testano e vendono con successo i loro software di intelligenza artificiale. A rimetterci è come sempre è la popolazione.

Aggiornamento del 06.02.2020

La Cina annuncia il dimezzamento dei dazi sull’import di oltre 1.600 beni Usa per 75 miliardi di dollari, a un mese dalla firma della “fase uno” dell’accordo sul commercio tra Washington e Pechino. La misura sarà efficace dal 14 febbraio, in base a quanto comunicato dalla Commissione sulle tariffe del Consiglio di Stato, il governo cinese. La decisione arriva nel mezzo dell’epidemia del coronavirus e della carenza di alcuni beni primari.

Come volevasi dimostrare l’economia cinese ha accusato il colpo. Non vi sembra che questa casualità sia poco credibile?.

Oggi è successo a loro ma domani… ?

Beninteso che i sintomi di questa forma febbrile sembrano un po’ più forti di una normale influenza ma comunque è prevista nella sua diffusione un livello di mortalità che seppur contenuto farà letteralmente sparire  un mare di persone.

Intanto se volete tenere sotto controllo la diffusione del virus quasi in tempo reale potete collegarvi a questo link della Johns Hopkins.

Aggiornamento del 25.02.2020

Gli USA dichiarano che:

Ma dall’Italia uno dei nostri esperti di settore dichiara:

  • Walter Ricciardi: “Due anni per il vaccino” “I vaccini tradizionali per l’influenza non hanno alcun effetto perché il vaccino va studiato specificatamente per questo nuovo coronavirus. Per questo dobbiamo lavorare ancora un paio di anni”. Lo ha detto Walter Ricciardi, membro dell’esecutivo Oms nominato consigliere del ministro della Salute. “Dobbiamo assolutamente evitare – ha aggiunto Ricciardi riferendosi al contagio – che diventi un’epidemia che coinvolga anche le altre Regioni”.

A questo punto la domanda è:

come avranno fatto gli USA a creare una versione del vaccino prossima alla sperimentazione sull’uomo, realizzandola in poco meno di due settimane? A sollevare il dubbio è proprio la dichiarazione di Ricciardi il quale dichiara che servono almeno 2 anni per arrivare ad un vaccino.

 

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