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Benefici del sonno, chi dorme bene è più produttivo ed ha uno stipendio più alto


Benefici del sonno, chi dorme bene è più produttivo. Dimenticate il modello dei super manager che dormono solo poche ore a notte. Persone come Marissa Mayer, amministratore delegato di Yahoo, che ha dichiarato di lavorare 130 ore a settimana e di aver pochissimo tempo per riposare. Chi dorme di più è più produttivo e in molti casi guadagna di più. Almeno è quanto sostiene uno recente studio statunitense che ha stabilito che lo stipendio di chi ha un sonno di qualità può salire del 5%. Da quando una giornalista di successo come Arianna Huffington, ha sdoganato la questione con il suo libro “Rivoluzione del sonno”, dormire tanto non è più una debolezza negli ambienti di lavoro competitivo.

Lo studio. Anche Apple ha una funzione notturna sui suoi apparecchi, perché i consumatori si sono accorti che la luce dello schermo può compromettere la qualità del sonno. I ricercatori del Williams College e della University of California-San Diego hanno calcolato che nei paesi dove il sole sorge prima e la popolazione dorme più a lungo, si guadagna di più. Alla lunga anche un’ora in più di sonno può far volare il salario del 4,9%. Dunque chi abita in regioni dove fa buio prima dovrebbe essere più ricco. Va anche detto che in quegli Stati tutto costa di più e per ora non vale la pena di traslocare.

“Per dormire di più ci sono altri metodi e non serve cambiare casa o paese – spiega uno degli autori dello studio Jeffrey Shrader – Basterebbe comprare delle tende di buona qualità che possano oscurare completamente la stanza”.

Benefici del sonno, chi dorme di più migliora la salute

Sonno e salute. Rubare tempo ai sogni non fa bene alla salute. Tanto che un anno fa in Gran Bretagna il governo ha lanciato una campagna chiedendo ai cittadini di riposare più a lungo. Un buon sonno aiuta la memoria, la sua mancanza ripetuta può danneggiarla. Compromette l’accesso alle informazioni già messe da parte e l’acquisizione di nuove, a causa della mancanza di attenzione e della scarsa capacità di concentrazione. La sonnolenza sul lavoro ha molte conseguenze negative, e alla lunga porta stress e il maggior rischio di  malattie cardiovascolari, metaboliche e dell’umore.

Riposo e danaro. La tesi si contrappone alle tradizionali regole economiche: ogni ora di sonno in più toglie minuti preziosi al lavoro.

E al detto popolare: “chi dorme non piglia pesci”. Come è possibile guadagnare di più? La risposta è la produttività. “I risultati maggiori si possono vedere fra i venditori. Se si lavora mentre si è ben riposati si è più attivi e felici. A quel punto si vende di più e si ottiene un maggior fatturato”.

I benefici del pisolino. Anche una lieve diminuzione di ore di sonno può avere conseguenze negative. Secondo un’altro studio dormire 6 ore per notte corrisponde a stare svegli per due notti consecutive.

“Fare un riposino è un’ottima cosa – spiega lo psichiatra Hans Van Dongen – Chi non riesce a dormire almeno 8 ore per notte può fare una piccola siesta e a quel punto la produttività aumenta. Un’ora di pisolino può compensare un’ora in meno di sonno notturno”.

Riposino per i dipendenti di Google. L’ha capito anche Google che ha istituzionalizzato la siesta offrendo ai dipendenti i napping pod, capsule dove i lavoratori schiacciano un pisolino di 20 minuti, prima che si riaccenda una luce e dei suoni che li riportino all’ordine. Il riposino aziendale ha preso piede anche all’interno di Nike, City bank, Cisco, Pizza Hut e nella redazione di Newsweek. Mentre la ricetta di produttività varata da Mark Bertolini, a capo della compagnia assicurativa americana specializzata in polizze sanitarie Aetna, è pagare i suoi dipendenti 25 dollari affinché riposino almeno 7 ore a notte.

Ma la rivoluzione più importante sarebbe quella di regalare orari flessibili in azienda. La maggior parte di noi si divide in due categorie: chi è più produttivo al mattino, chi la sera. Perché non permettere a tutti di scegliere il momento più adatto della giornata al proprio bioritmo per lavorare meglio e di più?

Valeria Pini

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