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Alcol, risveglia l’appetito


Alcol, risveglia l’appetito. Se dopo un bicchiere chiedete il bis del primo o mangiate un altro panino, la colpa non è soltanto dell’ingordigia. Secondo uno studio condotto dal Francis Crick Institute e pubblicato su Nature Communications, l’alcol stimola i neuroni Agrp, addetti alla regolazione della fame.

“È la prova scientifica che l’alcol, sostanza psicotropa, stimola molti dei nostri sensi, dall’olfatto al gusto. Oltre al piacere generato, che porta al desiderio di bere ancora – spiega Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto superiore di Sanità – l’etanolo ha influenza su sostanze come la grelina che controllano il senso di sazietà”.

Lo studio. Per tre giorni i ricercatori hanno somministrato a dei topi dosi di vino equivalenti a una bottiglia e mezzo di vino per un essere umano. Gli animali hanno mangiato più del normale e gli studiosi hanno riscontrato una stimolazione dei neuroni Agrp superiori alla norma. Nella seconda fase dell’esperimento ai topi è stato dato un farmaco che ha annullato i segnali inviati dai neuroni dell’appetito e i roditori hanno ripreso a consumare quantità ordinarie di cibo.

Alcol, risveglia l’appetito e causa obesità

Il consumo cronico di bevande alcoliche non è ovviamente l’unica causa del sovrappeso e il collegamento tra i due fenomeni non deve essere automatico. I numeri in aumento, però, preoccupano gli esperti. Nel Regno Unito, dove è stato condotto lo studio, i due terzi degli adulti sono obesi o fuori forma.

“I cibi che si è portati a mangiare dopo aver assunto alcol – continua Scafato – sono quelli a base di carboidrati e di grassi (panini, pizza, pasta), perché l’etanolo va a stimolare la grelina”.

I numeri. L’alcol è la causa di oltre duecento malattie e di incidenti mortali ed è posizionato al terzo posto nella classifica dei principali fattori di rischio di malattia e morte prematura, dopo il fumo e l’ipertensione. Secondo l’Iss nel mondo muoiono 3,3 milioni di persone ogni anno a causa di patologie derivate o strettamente legate al consumo di alcol.

In Italia, nel 2010, sono stati 17mila i decessi dovuti al vizio del bere e di questi, ben il 15 per cento, hanno riguardato giovani tra i 15 e i 29 anni. Sono oltre 775mila i ragazzi tra gli 11 e i 17 anni che, nel nostro Paese, rischiano di cadere nella trappola dell’alcolismo.

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