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Miele come antibatterico


Miele come antibatterico, ecco i cinque elementi che danno al miele ottime propietà antibatteriche.

Basta un poco di zucchero… anzi miele, che da tempo si sa avere impressionanti proprietà antibatteriche. Solo oggi su uno studio pubblicato su the FASEB Journal si leggono quali fattori precisamente contribuisco alle virtù antibiotiche di questo prodotto, virtù che permangono anche dove gli antibiotici industriali provocano resistenza (i batteri sviluppano la capacità di sopravvivere al farmaco più velocemente di quanto noi essere umani sviluppiamo nuovi farmaci).

Secondo Paulus Kwakman dell’Università di Amsterdam i fattori che contribuiscono all’efficacia antibatterica sono 5:

• Perossido di idrogeno, un agente decolorante. L’enzima presente nel miele, chiamato ossidasi del glucosio, si trasforma in perossido di idrogeno quando il miele viene diluito con dell’acqua. Solitamente puliamo i sanitari con prodotti decoloranti simili. Sono infatti molto utili per uccidere i batteri

• Zucchero. Ce n’è talmente tanto nel miele che quasi non esiste acqua in cui i batteri possano vivere

• Metilgliossale (MGO) un antibatterico trovato qualche anno fa nel miele neozelandese (e anche in dosi minori in quello che si produce a scopo medico in serra)

• Difensina 1, una proteina della pappa reale. Kwakman per la prima volta l’ha trovata anche nel miele, dove ha una funzione antibiotica

• Acido. Il miele diluito ha un Ph di circa 3,5, un ambiente acido che rallenta la crescita batterica

Miele come antibatterico, ha questi cinque elementi che lavorano in sincrono conferendogli proprietà antibatteriche ad ampio spettro. Queste conoscenze possono ora aiutare gli esperti a sviluppare antibiotici che mantengano la loro efficacia nel tempo.

di Federica Sgorbissa

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