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Il successo del video marketing? Questione (anche) di salto generazionale


Quattro utenti del web su cinque dichiarano di guardare video online ogni settimana e, di essi, il 65% arriva fino a tre quarti della sua durata. I video sono stati ufficialmente riconosciuti come la tipologia di contenuto digitale più efficace in ottica advertising: questione di piacevolezza di fruizione, immediatezza, facilità di accesso. Questione, però, anche di generazioni che cambiano, evolvono, modificano il proprio approccio con le tecnologie di comunicazione, le adattano al proprio bisogno, imprimono un nuovo corso al modo di fare pubblicità e divulgazione.

L’editing non ha più padroni

Il mondo dell’entertainment è sempre più ricco. Se prima la produzione di contenuti di massa era da considerare appannaggio di emittenti e studi di produzione, ora – con il web 2.0, la produzione dal basso e la caduta della visione lineare del processo comunicativo – le cose stanno diversamente. Per dedicarsi all’editing bastano un minimo di dimestichezza con le nuove tecnologie e una buona dose di creatività o di conoscenze da condividere con la comunità del web. Crescono le agenzie per la produzione video Milano, a Roma e nel resto d’Italia e cresce anche il movimento di editor spontanei, che si cimentano nella realizzazione di corti a budget zero (o quasi), capaci di raggiungere il successo e di spalleggiare con i colossi dell’intrattenimento.

Un salto generazionale

Le nuove generazioni di spettatori-produttori di contenuti sta lentamente sgretolando la vecchia concezione di comunicazione di massa. Stiamo assistendo a un lento ma inesorabile esodo dei più giovani dalla tv tradizionale a quella digitale. Un sommovimento che non può non generare conseguenze di altra natura: così, anche gli inserzionisti spostano i propri investimenti dalla televisione al digitale.

Internet è troppo più forte della tv: lo streaming on-demand, la possibilità di interazione e di confronto, l’assenza di una netta separazione tra emittente e destinatario in favore di una visione nodale del paradigma comunicativo sono realtà a cui gli utenti si sono saputi adattare in fretta e a cui non possono più rinunciare. Inevitabilmente, la tv rimane indietro, bloccata in un sistema di funzionamento di cui si percepisce quel gusto anacronistico, inattuale, stantio. Con rispetto parlando.

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