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domenica, 1 Novembre, 2015
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Halloween il significato di una festa antica. Dolcetto o scherzetto

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­Halloween è una festività anglosassone che trae le sue origini da ricorrenze celtiche e notoriamente celebrata nella notte del 31 ottobre. Tuttavia, fu negli Stati Uniti che, per puri scopi commerciali, assunze le forme macabre che oggi conosciamo. Questa festivià si diffuse un po ovunque ed in ogni luogo venne poi rappresentata con delle piccole differenze dalle sfilate in costume ai giochi per bambini, che girano di casa in casa recitando la formula ricattatoria “trick or treat” (dolcetto o scherzetto). Caratteristica della festa è la simbologia legata al mondo della morte e dell’occulto, di cui è tipico l’emblema della zucca intagliata, derivato dal personaggio di Jack o’ lantern.

 

La storia di Halloween risale a tempi remoti.

Lo storico Nicholas Rogers, ricercando le origini di Halloween, nota che mentre alcuni studiosi hanno rintracciato le sue origini nella festa romana dedicata a Pomona – dea dei frutti e dei semi o nella festa dei morti chiamata Parentalia, Halloween viene più tipicamente collegata alla festa celtica di Samhain (pronunciato [ˈsɑːwɪn] o [ˈsaʊɪn]), originariamente scritto Samuin (pronunciato [ˈsaṽɨnʲ] in gaelico).

“Il nome della festività, mantenuto storicamente dai Gaeli e dai Celti nell’arcipelago britannico, deriva dall’antico irlandese e significa approssimativamente “fine dell’estate”.

La tesi della derivazione di Halloween da Samhain fu sostenuta da due celebri studiosi di fine Ottocento, Rhŷs e Frazer[5]: secondo il calendario celtico in uso 2000 anni fa tra i popoli dell’Inghilterra, dell’Irlanda e della Francia settentrionale, l’anno nuovo iniziava il 31 ottobre.

Nell’840, la festa di Ognissanti fu ufficialmente istituita il 1º novembre mentre era papa Gregorio IV: probabilmente questa scelta era intesa a creare una continuità col passato, sovrapponendo la nuova festività cristiana a quella più antica; a conferma di ciò, Frazer osservava che, in precedenza, Ognissanti veniva già festeggiato in Inghilterra, il 1º novembre. Questa tesi ha avuto amplissima diffusione (per esempio è data per certa dall’Encyclopaedia Britannica).

Tuttavia lo storico Hutton l’ha messa in discussione, osservando come Ognissanti venisse celebrato da vari secoli (prima di essere festa di precetto), in date discordanti nei vari paesi: la più diffusa era il 13 maggio, in Irlanda (paese di cultura celtica) era il 20 aprile, mentre il 1º novembre era una data diffusa in Inghilterra e Germania (paesi di cultura germanica).

Secondo l’Oxford Dictionary of English folklore:

“Certamente Samhain era un tempo per raduni festivi e nei testi medievali irlandesi e quelli più tardi del folclore irlandese, gallese e scozzese gli incontri soprannaturali avvengono in questo giorno, anche se non c’è evidenza che fosse connesso con la morte in epoca precristiana, o che si tenessero cerimonie religiose pagane.”

L’associazione centrale col tema della morte sembra affermarsi in un periodo successivo, e appare evidente nella più recente evoluzione anglosassone della festa con le sue maschere macabre.

Dopo che il protestantesimo ebbe interrotto la tradizione di Ognissanti, in ambito anglosassone si continuò a celebrare Halloween come festa laica; in particolare negli USA, a partire dalla metà dell’Ottocento, tale festa si diffuse (specialmente a causa dell’immigrazione irlandese) fino a diventare, nel secolo scorso, una delle principali festività statunitensi.

Negli ultimi anni la festività di Halloween ha assunto carattere consumistico, con un oscuramento progressivo dei significati originari. Festeggiamenti che durano interi weekend sono ormai tipici in tutti gli Stati di influenza anglofona. Così in USA, Irlanda, Australia e Regno Unito, Halloween viene festeggiato come una “festa del costume”, dove party in maschera e festeggiamenti tematici superano il tipico valore tradizionale del “dolcetto o scherzetto”, per dar vita ad una nuova tradizione di divertimento, tipica di una gioventù cresciuta.

 

Origine del nome

La parola Halloween rappresenta una variante scozzese del nome completo All Hallows’ Eve, cioè la notte prima di Ognissanti (in inglese arcaico All Hallows’ Day, moderno All Saints’ Day). Sebbene il sintagma All Hallows si ritrovi in inglese antico (ealra hālgena mæssedæg, giorno della messa di tutti i santi), All Hallows’ Eve non è attestato fino al 1556.

 

Simboli

Lo sviluppo di oggetti e simboli associati a Halloween si è andato formando col passare del tempo. Ad esempio l’uso di intagliare zucche con espressioni spaventose o grottesche risale alla tradizione di intagliare rape per farne lanterne con cui ricordare le anime bloccate nel Purgatorio. La rapa è stata usata tradizionalmente a Halloween in Irlanda e Scozia, ma gli immigrati in Nord America usavano la zucca originaria del posto, che era disponibile in quantità molto elevate ed era molto più grande facilitando il lavoro di intaglio. La tradizione americana di intagliare zucche risale al 1837 ed era originariamente associata con il tempo del raccolto in generale, venendo associata specificamente a Halloween verso la seconda metà del Novecento.

Il simbolismo di Halloween deriva da varie fonti, inclusi costumi nazionali, opere letterarie gotiche e horror (come i romanzi Frankenstein, Dracula e Lo strano caso del Dr. Jekyll e di Mr. Hyde) e film classici dell’orrore (come Frankenstein, La mummia, L’esorcista e Shining). Tra le primissime opere su Halloween si ritrovano quelle del poeta scozzese John Mayne che nel 1780 annotò sia gli scherzi di Halloween in “What fearfu’ pranks ensue!”, sia quanto di soprannaturale era associato con quella notte in “Bogies” (fantasmi), influenzando la poesia Halloween dello scrittore Robert Burns. Prevalgono anche elementi della stagione autunnale, come le zucche, le bucce del grano e gli spaventapasseri. Le case spesso sono decorate con questi simboli nel periodo di Halloween.

Il simbolismo di Halloween include anche temi come la morte, il male, l’occulto o i mostri. Nero, viola e arancione sono i colori tradizionali di questa festa.

 

Simbolismo del “dolcetto o scherzetto?”

Fare dolcetto o scherzetto è un’usanza di Halloween. I bambini vanno travestiti di casa in casa chiedendo dolciumi e caramelle o qualche spicciolo con la domanda “Dolcetto o scherzetto?”. La parola “scherzetto” è la traduzione dall’inglese “trick”, una sorta di minaccia di fare danni ai padroni di casa o alla loro proprietà se non viene dato alcun dolcetto (“treat”). “Trick or treat” (dolcetto o scherzetto) in realtà significa anche “sacrificio o maledizione“. Esiste una filastrocca inglese insegnata ai bambini delle elementari su questa usanza.

La pratica del travestirsi risale al Medioevo e si rifà alla pratica tardomedievale dell’elemosina, quando la gente povera andava porta a porta a Ognissanti (il 1º novembre) e riceveva cibo in cambio di preghiere per i loro morti il giorno della Commemorazione dei defunti (il 2 novembre). Questa usanza nacque in Irlanda e Gran Bretagna,[16] sebbene pratiche simili per le anime dei morti siano state ritrovate anche in Sud Italia. Shakespeare menziona la pratica nella sua commedia I due gentiluomini di Verona (1593), quando Speed accusa il suo maestro di “lagnarsi come un mendicante a Hallowmas [Halloween].”

 

Halloween e la cristianità

Gli atteggiamenti cristiani verso Halloween sono diversi. Nella Chiesa Anglicana alcune diocesi hanno scelto di enfatizzare le tradizioni cristiane del giorno di Ognissanti, mentre alcuni altri protestanti celebrano la festività come Giorno della Riforma, un giorno per ricordare la Riforma Protestante. Padre Gabriele Amorth, un esorcista nominato a Roma dal Vaticano, ha affermato che

“festeggiare la festa di Halloween è rendere un osanna al diavolo. Il quale, se adorato, anche soltanto per una notte, pensa di vantare dei diritti sulla persona.”

L’Arcidiocesi di Boston ha organizzato una “Festa Santa” in questo giorno cercando di portare la festa alle sue radici cristiane. Molti artisti, organizzatori e partecipanti hanno detto che Saint Fest è una celebrazione della notte prima di Ognissanti o “All Hallows Eve”. Alcune chiese protestanti sono contrarie a Halloween, e la considerano una festa di carattere neopagano, la cui origine risale ai popoli celtici. Gli evangelici ad esempio dicono “in questo giorno si spera che il misterioso, diabolico e occulto conviva con gli umani. Al giorno d’oggi, nel mondo intero, Halloween è la festa più importante dell’anno per i seguaci di Satana. In più il 31 ottobre è l’inizio del nuovo anno secondo il calendario delle streghe.” Il World Book Enciclopedia afferma che essa rappresenta l’inizio di tutto ciò che è “cold, dark and dead”: freddo, nero e morto. Alcuni cristiani, in modo particolare discendenti dei popoli celti, da cui ha origine la leggenda di Halloween, non ascrivono a essa un significato negativo, vedendola come una festa puramente secolare dedicata al celebrare “fantasmi immaginari” e a ricevere dolci. Per questi cristiani, Halloween non costituisce una minaccia per la vita spirituale dei bambini: gli insegnamenti sulla morte e la mortalità e le credenze degli antenati celti possono essere una lezione di vita valida e una parte dell’eredità dei loro parrocchiani. Nella Chiesa Cattolica degli Stati Uniti c’è chi ritiene che Halloween abbia delle connessioni col Cristianesimo.

Per molte chiese cristiane le origini di Halloween sono strettamente connesse alla magia, alla stregoneria e al satanismo, per cui esso porta all’influsso dell’occulto nella vita delle persone. L’enfasi di Halloween è sulla paura, sulla morte, sugli spiriti, la stregoneria, la violenza, i demoni e il male. I bambini ne sono negativamente influenzati. Una risposta da parte di alcuni fondamentalisti e chiese evangeliche conservatrici è stato l’uso di opuscoli, o brevi fumetti per usare la popolarità di Halloween come un’opportunità per evangelizzare. In generale tuttavia il cristianesimo non approva che si festeggi Halloween, in quanto ritiene che il paganesimo, l’occulto, e le altre pratiche e fenomeni culturali connessi siano incompatibili con la fede cristiana.

 

Paganesimo

Il neopaganesimo celtico considera questo periodo come un tempo sacro.

È comunque da precisare che Halloween si configura in maniera diversa dall’originale festività pagana celtica di Samhain, che i neopagani continuano a celebrare nella sua forma originaria.

Tradizioni similari in Italia
Nel celebrare la commemorazione dei defunti, una tradizione vuole che i primi Cristiani, vagabondassero per i villaggi chiedendo un dolce chiamato “pane d’anima”, più dolci ricevevano e maggiori erano le preghiere rivolte ai defunti del donatore. Una tradizione decisamente analoga a quella degli antichi druidi e sacerdoti pagani dell’Europa pre-cristiana.

A Serra San Bruno, in Calabria, vi è la secolare tradizione del “Coccalu di muortu”. I ragazzini, dopo aver intagliato una zucca riproducendo un teschio (in dialetto serrese, appunto, “Coccalu di muortu”), gironzolano per le vie del paese tenendo in mano la loro creazione e, o bussando agli usci delle case oppure rivolgendosi direttamente alle persone che incontrano per strada, esordiscono con la frase: “Mi lu pagati lu coccalu?” (“Me lo pagate il teschio?”).

In Puglia, a Orsara di Puglia, la notte tra l’1 e il 2 di novembre si celebra l’antichissima notte del “fucacost” (fuoco fianco a fianco): davanti a ogni casa vengono accesi dei falò (in origine di rami secchi di ginestra) per illuminare la strada di casa ai defunti (in genere alle anime del purgatorio) che in quella notte tornerebbe a trovare i viventi. Sulla brace di questi falò, viene cucinata della carne che tutti mangiano in strada assieme ai passanti. Nella giornata dell’1, nella piazza principale, si svolge, la tradizionale gara delle zucche decorate (definite le “cocce priatorje” – le teste del purgatorio).

In Friuli e Veneto (dette lumère, suche baruche o suche dei morti) era diffusa la tradizione di intagliare zucche con fattezze di teschio, e la credenza che nella notte dei morti questi potessero uscire dalle tombe, muoversi in processione, irretire i bambini, ed infine che gli animali nelle stalle potessero parlare. Sempre in Friuli era diffusa una tradizione simile a quella del “dolcetto o scherzetto”, ma applicata nelle festività natalizie o carnevalesche, feste che hanno pure origine come riti di passaggio d’anno, similmente a Halloween. In queste occasioni i bambini, eventualmente travestiti da figure spaventose e mostruose, potevano bussare di porta in porta recitando filastrocche il cui significato era quello di chiedere dolci, noci o piccoli regali, in cambio di un augurio rivolto all’interlocutore di accedere al paradiso.

In Sardegna è conosciuta nel Sud come Is Animeddas (Sarrabus) o Is Panixeddas; in Ogliastra come Su Prugadoriu; nel Nuorese come Su mortu mortu, Sas Animas o Su Peti Cocone (Orosei). È una tradizione antichissima e prevede che i bambini si rechino di casa in casa per chiedere di fare del bene per le anime dei morti attraverso richieste di doni usando frasi di rito come “Mi ddas fait is animeddas?” (“mi fa le piccole anime?”) o “Carchi cosa pro sas animas” (“qualcosa per le anime). I bambini che bussano alle porte si presentano nel Nuorese come “sos chi toccana” (“quelli che bussano”)”.

Caratteristiche simili a Halloween si riscontrano anche nel Nord dell’isola, nell’antica festa di Sant’Andrea celebrata a Martis e in altri comuni dell’Anglona e del Goceano: la notte del 30 novembre gli adulti vanno per le vie del paese percuotendo fra loro graticole, coltelli e scuri allo scopo di intimorire i ragazzi e i bambini che nel frattempo vagano per le strade con delle zucche vuote intagliate a forma di teschio e illuminate all’interno da una candela. I giovani, quando vanno a bussare nelle case, annunciano la loro presenza battendo coperchi e mestoli e recitando una enigmatica e minacciosa filastrocca nella locale parlata sardo-corsa Sant’Andria muzza li mani!!… (Sant’Andrea mozza le mani) ricevendo in cambio, per questa loro esibizione, dolci, mandarini, fichi secchi, bibite e denaro.

 

Curiosità

Il gruppo power metal Helloween, di Amburgo, trae il suo nome dalla festa di Halloween. Secondo l’ex chitarrista Kai Hansen, il nome fu proposto dal bassista Markus Grosskopf la sera di Halloween del 1984, giocando sull’assonanza con “Hellish Music” che i giovani si proponevano di fare. Il gruppo sfruttò questa assonanza: Hansen scrisse una suite di oltre 13 minuti intitolata Halloween, contenuta nel loro secondo album in studio, Keeper of the Seven Keys Part I, mentre il loro EP di debutto (Helloween) era introdotto da una breve successione di melodie registrate da una radio, tra cui “Happy Happy Halloween”, sull’aria di “London bridge is falling down”. Jack’o’lantern è una figura ricorrente in tutte le loro copertine (la stessa “O” di Halloween è rappresentata come una zucca maligna).

fonte: wikipedia

 

La risposta della Bibbia

La Bibbia non parla di Halloween. Ad ogni modo, sia le antiche origini di Halloween sia le usanze seguite nei nostri giorni indicano che questa festa è basata su credenze errate riguardo ai morti e agli spiriti invisibili, i demoni.

La Bibbia dà questo avvertimento:

“Non si trovi in mezzo a te […] né un medium che consulta spiriti, né uno stregone, né chi evoca i morti” (Deuteronomio 18:10-12, La Nuova Diodati).

Anche se per alcuni tutto ciò che ruota intorno a Halloween è solo un’innocua forma di divertimento, la Bibbia è di tutt’altro avviso. In 1 Corinti 10:20, 21 infatti si legge:

“Non voglio che voi entriate in comunione con i demòni; non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni” (CEI).

Halloween: storia e usanze

Samhain: Halloween affonda le radici in questa “antica festa pagana celebrata dai celti oltre 2.000 anni fa”, dice la World Book Encyclopedia. “I celti credevano che in questo periodo i morti si aggirassero fra i viventi. Durante il periodo di Samhain i vivi potevano stare insieme ai morti”. La Bibbia però insegna in maniera chiara che i morti “non sono consci di nulla” (Ecclesiaste 9:5). Perciò non possono entrare in contatto con chi è in vita.
Maschere, dolci e “dolcetto o scherzetto”: Un libro sull’argomento spiega che tra i celti c’era chi si travestiva da demonio pensando che, se si fosse imbattuto negli spiriti, questi lo avrebbero scambiato per uno di loro e lo avrebbero lasciato in pace. Altri offrivano dolci agli spiriti per placarli. Nell’Europa medievale il clero cattolico adottò varie usanze pagane e spinse i fedeli ad andare mascherati per le case a chiedere piccoli doni (Halloween —An American Holiday, An American History). La Bibbia, però, non ammette che l’adorazione di Dio venga mischiata con false pratiche religiose (2 Corinti 6:17).
Fantasmi, vampiri, lupi mannari, streghe e zombie: Queste figure sono associate da molto tempo al mondo degli spiriti malvagi (Halloween Trivia). La Bibbia indica chiaramente che dovremmo opporci alle forze spiritiche anziché festeggiare insieme a loro (Efesini 6:12).

Zucche: Durante il Medioevo nei paesi anglosassoni “i questuanti andavano di porta in porta a chiedere cibo in cambio di una preghiera per i morti”, portando con sé “lanterne ricavate da rape svuotate contenenti una candela, simbolo dell’anima imprigionata nel purgatorio” (Halloween —From Pagan Ritual to Party Night). Altri sostengono che le lanterne fossero utilizzate per scacciare gli spiriti. Durante il XIX secolo nel Nordamerica le rape furono sostituite da zucche, più facili da reperire e intagliare. Le credenze su cui poggia questa usanza (immortalità dell’anima, purgatorio e preghiere per i morti) non hanno un fondamento biblico (Ezechiele 18:4).

fonte jw

 

JACK-O’-LANTERN

Narra la leggenda che Jack, un fabbro irlandese furbo e ubriacone, incontrò il diavolo al bar. Il diavolo voleva la sua anima, ma Jack lo convinse a trasformarsi in una moneta in cambio di un’ultima bevuta. Passati dieci anni il diavolo si ripresentò  e i due fecero un patto: libertà per il diavolo e niente dannazione eterna per Jack. Alla morte l’uomo non fu accolto né in paradiso né all’inferno. Il diavolo gli lanciò un tizzone ardente che finì in una rapa come lanterna. Da allora jack gira senza pace per trovare un rifugio. Prima della zucca si intagliano le rape come lanterne. Rappresentavano le anime del purgatorio.