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Diventare vegetariano con la lone star state, la zecca che provoca allergia alla carne


Diventare vegetariano. I ricercatori della Vanderbilt hanno identificato la causa dell’ondata di “vegetariani involontari” lungo la costa orientale: provoca una reazione allergica quando si mangia carne.

Come trasformare un irriducibile appassionato di carne in un docile vegetariano? Come bloccare la passione per grigliate e bistecche, per salsicce e costolette, per panini alla porchetta e vassoi di salumi? Basta poco, rispondono i ricercatori della Vanderbilt University. E non si tratta di prediche sui pericoli del grasso animale sui livelli del colesterolo: basta invece (ahimè) essere punti da una piccola zecca chiamata Lone Star State, come il soprannome del Texas, che provoca una reazione allergica così forte e duratura da impedire il consumo di carni rosse.

Diventare vegetariano

La zecca (“bug”, scrivono i giornali americani), secondo il Washington Post, sta creando un’ondata di “vegetariani involontari” lungo la costa orientale degli Stati Uniti, mandando anche migliaia di americani nelle sale d’emergenza degli ospedali. I sintomi più diffusi – dopo essere stati punti e aver mangiato la carne – sono i brividi, i problemi respiratori, un crollo della pressione e persino gli shock anafilattici. In teoria tutto passa con dei semplici antistaminici, ma la paura è tanta, soprattutto quella di rimanere soffocati, così come il rischio di una ricaduta.

Risultato: i carnivori si convertono in vegetariani.

Secondo gli esperti medici della Vanderbilt, tutto è legato a uno zucchero chiamato “alpha-gal”: i Lone State Star ce l’hanno, e lo trasmettono, ma è assente nell’organismo umano. Lo stesso zucchero si trova nella carne bovina e suina, ma di solito non dà fastidio alla digestione. Ma in casi di puntura, il sistema immunitario crea degli anticorpi per proteggersi dalla sostanza, che poi vengono attivati in caso di ingestione successiva di carne rossa, provocando la reazione allergica.

Non è stato facile scoprire il ruolo infido della zecca, anche perché la reazione allergica avviene dalle 4 alle sei ore dopo il consumo. Ma da qualche anno gli esperti erano alla ricerca del mistero, e ora finalmente ne hanno scoperto la ragione. Non è ancora chiaro se il rischio di una ricaduta allergica duri tutta la vita: ma alla Vanderbilt consigliano di essere molto prudenti.

“Basta un’altra puntura – dicono –  per essere costretti a rinunciare ad hamburger e steak”

 

Aggiornamento del 30.03.2018

Alcuni anni or sono è stata scoperta una specifica allergia alla carne rossa – manzo, maiale, cavallo, cervo e agnello. Fino ad oggi, tuttavia, non era chiaro da che cosa fosse determinata e quali fossero le persone più a rischio. Grazie a uno studio, recentemente pubblicato in un supplemento online del Journal of Allergy e Clinical Immunology, è emerso che sarebbero maggiormente esposti all’allergia taluni gruppi sanguigni.

Stando alla ricerca – presentata al Congresso congiunto di AAAAI  (American Academy of Allergy, Asthma and Immunologye) e WAO (World Allergy Organization), tenutosi in Florida – si tratta, in particolare, del gruppo A e del gruppo 0, mentre meno esposti sarebbero il gruppo AB e quello B: questi ultimi, secondo lo studio, avrebbero infatti una probabilità cinque volte inferiore di manifestare questa strana allergia.

L’allergia alla carne rossa è una reazione eccessiva provocata da specifici anticorpi, gli IgE. A scatenare tale reazione sarebbe l’alpha-Gal, uno zucchero che è presente in questo alimento, e sarebbe dovuta al morso di una zecca, la Lone Star. La nuova ricerca suggerisce, sostanzialmente, che alcuni tipi gruppi sanguigni possono avere un effetto protettivo contro questo tipo di allergia.

Per giungere a tale scoperta, gli scienziati hanno osservato e confrontato i dati relativi ad un campione di 280 persone aventi gruppi sanguigni 0, A, B e AB; di queste, 92 presentavano un’allergia alla carne rossa. Ci si aspettava che le persone con gruppi sanguigni B o AB rappresentassero circa il 20per cento dei casi totali di allergia, invece è emerso che solo il 4,35per cento dei pazienti allergici alla carne rossa aveva un gruppo sanguigno con l’antigene B.

La struttura molecolare dell’alpha-Gal è simile a quella dell’antigene B, un carboidrato presente nelle cellule del sangue di persone con gruppi sanguigni B o AB. Si è pertanto ipotizzato che le persone che esprimono l’antigene B hanno sistemi immunitari che sono addestrati ad ignorare l’alpha-Gal perché sembra un innocuo auto-antigene. Se ciò è corretto, le persone che producono l’antigene B dovrebbero avere meno probabilità di sottoporsi a sensibilizzazione allergica all’alpha-Gal e, successivamente, essere protette dallo sviluppo di allergie alla carne rossa.

Paolo Grillandi

 

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