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Facoltà di Scienze Tradizionali ed Esoteriche, la prima in Italia. Un percorso di studi a cui conseguirebbe una laurea honoris causa in Scienze Esoteriche


Facoltà di Scienze Tradizionali ed Esoteriche, la prima in Italia. Un percorso di studi a cui conseguirebbe una laurea honoris causa in Scienze Esoteriche. Qualche settimana fa, è stata annunciata la nascita del primo corso di studi in Italia dedicato interamente all’esoterismo. La facoltà di Scienze Tradizionali ed Esoteriche, che avrà sede a Lecce, ha alle spalle un ordine iniziatico nobiliare di nome Arcadia ed è associata a un’università russa di matrice dinastica, l’Accademia Imperiale Sancti Nicolai.

C’è qualcosa di antitetico nell’idea di un corso universitario divulgativo in cui si studiano verità segrete: come si insegnano a livello accademico teorie che nella nostra società sono in genere screditate? Chi le insegna e secondo quali metodologie? Per saperne di più ho contattato il vice preside del corso di studi, il dottor Stefano Donno, con cui ho parlato di percorsi iniziatici, della simbologia esoterica nazista e degli obiettivi di questo corso di laurea.

La facoltà a cui è già possibile iscriversi, e che sarà attiva da giugno 2016—è il frutto di una collaborazione che dura da diversi anni tra Arcadia e la Imperiale Accademia di Russia Studiorum Universitas Sancti, mi spiega Donno al telefono. È un’accademia di tipo dinastico, il che significa che non è riconosciuta nel sistema accademico internazionale. “Sua altezza Antonio Tiberio di Dobrynia si occupa della direzione editoriale della casa editrice La Gaia Scienza, dove figura tra gli autori anche lo stesso Luigi Pruneti, il direttore della nascente facoltà” racconta Donno.

“Con il principe Antonio Tiberio di Dobrynia coltivavamo quest’idea da diversi anni, ma non avevamo ancora trovato il modo per riunire le menti migliori al fine di creare un percorso di ricerca esoterico,” racconta. “È arrivato il momento—a mio modesto parere—di mettere a disposizione di più persone saperi che fanno parte di determinati ambiti. Siamo in un momento di liquidità sociale e culturale talmente forte che non solo i contorni di quello che c’è sotto la superficie svaniscono, ma si tratta di saperi che potrebbero finalmente recuperare identità e conoscenze che sono andate perdute.”

L’intenzione è quella di creare un centro studi con veri e propri esami da sostenere e lezioni da seguire—a cui conseguirebbe possibilmente una laurea honoris causa in Scienze Esoteriche. Per iscriversi al corso non è necessario avere un titolo di studio precedente, mi spiega Donno, chiunque abbia condotto studi individuali, o faccia già parte di un ordine iniziatico, è benvenuto; sarà poi compito degli insegnanti calibrare i contenuti e gli strumenti a seconda del livello degli studenti.

Le intenzioni del corso, dunque, sembrano essere di divulgazione, di apertura verso un pubblico ampio, tramite un’istituzione di ricerca che conferisca dignità a temi e studi che sono stati messi all’angolo da quello che lui definisce “un certo folklore mediatiatico.”

Facoltà di Scienze Tradizionali ed Esoteriche, la prima in Italia. Le cattedre previste includono: Teoria del Complotto, Antropologia Esoterica, Parapsicologia

Le cattedre previste includono Teoria del Complotto, Antropologia Esoterica, Parapsicologia e Kabbalah—dottrine che rientrano, appunto, nella macro-categoria degli studi esoterici—ma anche Ufologia, considerata invece una scienza di confine.

Il corso di Ufologia sarà tenuto da Roberto Pinotti e Donno mi spiega che hanno voluto inserire questa materia tra i corsi, perché condivide con le altre materie un mancato riconoscimento istituzionale. “In fondo, perché non considerare scienze anche queste discipline?”

Di sicuro esiste un canone secondo cui una determinata materia passa l’esame di “idoneità” universitaria, ed è—banalmente—l’osservazione di una metodologia riconosciuta. A questo punto chiedo a Donno che differenza c’è, dal punto di vista metodologico, tra lo studio di culti esoterici in un normale corso di antropologia e quello che offre la Facoltà di Studi Tradizionali ed Esoterici di Lecce.

“Il nostro approccio è sincretico,” mi risponde. “All’interno dell’istituto accademico ci sono anche persone che appartengono a istituzioni iniziatiche e si cerca di unire alla scientificità anche quella marcia in più che può fornire delle chiavi di lettura diverse, alternative. Niente code di rospo e calderoni, parliamo sempre di ermeneutica, ma di ermeneutica iniziatica.” A proposito di metodo scientifico, mi porta l’esempio della cattedra in Parapsicologia Medianità e Fenomenologia Esorcistica, affidata a Daniele Piccirillo, che molti conoscono per il programma Ghost Hunter. “Nel trattare fenomeni medianici, manifestazioni ectoplasmiche e quant’altro,” dice, “fornirà indicazioni bibliografiche, ma anche il rigore scientifico delle strumentazioni più adatte.”

A questo punto gli chiedo della sua cattedra in Storia della Tradizione Iniziatica e Simbologia Esoterica del Nazionalsocialismo. Mi spiega che il corso verterà su argomenti introduttivi sulla storia della Tradizione e si affiderà ai testi di esperti come Marco Dolcetta per discutere i legami tra la simbologia esoterica e movimenti nazionalsocialisti. Citandomi l’opera di un altro studioso, Giorgio Galli, Donno mi racconta alcune delle teorie più affascinanti in materia, che individuano un “ponte iniziatico” tra la Germania e l’Inghiiterra che, durante e dopo le guerre mondiali, avrebbe coinvolto personaggi appartenenti all’aristocrazia e alla borghesia altolocata in dinamiche di vero e proprio spionaggio internazionale. Le ricerche su cui Donno si sta concentrando sono relative all’ambivalenza di queste figure e di queste organizzazioni, e le sue lezioni affronteranno nel dettaglio l’argomento. Cita personaggi storici come Heinrich Himmler—personaggio militare e politico del Terzo Reich che fondò l’Associazione per la ricerca e la diffusione dell’eredità ancestrale, organo volto alla definizione dei caratteri ariani e al loro mantenimento nella popolazione tedesca—e di altri ordini iniziatici come la Rosae Rubae e la Golden Dawn.

L’esoterismo però, ribadisce, non va confuso con l’occultismo, né con simpatie verso movimenti neo-nazisti. Si tratta piuttosto di ricerche svolte da un punto di vista alternativo rispetto a quello generalmente accettato. L’interesse del corso è anche quello di mettere in contattato tra loro i diversi ordini iniziatici che esistono oggi, e i membri della facoltà neonata invitano qualsiasi istituzione a collaborare alle ricerche che svolgono.

“L’amore per il sapere può essere filosofico, ma anche iniziatico.”

Mentre discutiamo della necessità di divulgare questi saperi, gli domando come la Tradizione—una saggezza eterna e globale—possa confrontarsi con la scienza di oggi, che è sempre più tecnica e settoriale.

“La tradizione c’è sempre stata,” mi corregge Donno, “non è una questione temporale. La tradizione continua e prospera anche all’interno della contemporaneità iper-tecnologica. Si tratta di adattare le grammatiche. La grammatica della simbologia è un conto, quella della divulgazione un altro, deve adattarsi ai tempi. Parliamo di ingegneria semantica.” In questo senso, i social network—che brulicano di teorie e forum di discussione su tematiche affini a quelle che abbiamo discusso fino a quel punto—sono, a suo avviso, “strumenti di divulgazione, ma non strumenti di approfondimento vero e proprio o di passaggio della tradizione iniziatica.” In altre parole, YouTube non cela nessun simbolo misterioso da interpretare, ma è un buon mezzo per ascoltare altre persone che parlano di simboli misteriosi.

Perché iscrivermi a questa istituzione di ricerca esoterica? Donno sostiene con tono ironico che, considerati gli sbocchi lavorativi, è un po’ come chiedersi perché iscriversi a filosofia.

“L’amore per il sapere può essere filosofico, ma anche iniziatico.”

Giuglia Trincardi

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