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Febbraio 27, 2018
concetto di democrazia DISCORSO INTEGRALE DI PERICLE AGLI ATENIESI CITATO DA ANDREA CAMILLERI

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Questo è il concetto di democrazia sana estratto dal famoso discorso di Pericle, agli Ateniesi, 431 a.C. Un concentrato di ideologie e comportamenti, che ogni politico, deve sempre sempre tenere a mente. Non importa sei il proprio colore è differente da un altro, Non importano inciuci e false alleanze per arrivare al potere. Al centro di questo concetto ahimè divenuto solo ideologico resta sempre e solo il singolo cittadino. Mai come in questo momento storico, siamo stati tanto lontani da questa idealizzazione tanto da renderne il concetto stesso pura utopia.

A voi Ministri della repubblica, a voi politici, a voi onorevoli e rappresentanti del popolo in ogni scala gerarchica, dedichiamo questo discorso con la speranza che possa suscitare in voi un pallido ricordo di come l’interesse della moltitudine venga prima del proprio ego, del denaro e delle assurde promesse pre-elettorali fatte al fine di arrivare all’ambita poltrona in pelle umana. Ben sapendo che in qualcuno di voi questi concetti provocheranno solo ilarità, data la loro natura così lontana dai vostri pseudo credo politici. Confidiamo in quel piccolo barlume di luce che ancora potrebbe essere acceso nel profondo dei vostri cuori.

 

Di seguito pubblichiamo in versione integrale il celebre discorso di Pericle, politico, oratore e militare ateniese, rivolto ai suoi concittadini sul concetto di democrazia. Un discorso tenuto in commemorazione dei caduti del primo anno della guerra del Pelopponeso (431 a.C.), riportato (o ricostruito) da Tucidide.

Qui ad Atene noi facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

Qui ad Atene noi facciamo così.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

Qui ad Atene noi facciamo così.
La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo. Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.

Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.

Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore. Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Tratto da Tucidide, Storie, II, 34-36

(*) Errata corrige: inizialmente era stata indicata la data del 461 a.C., riportata da diverse fonti, ma in realtà il discorso, secondo Tucidide, è stato pronunciato all’inizio della Guerra del Peloponneso (431 a.C. – 404 a.C.)

Il concetto di democrazia e le relative fondamenta devono essere decise dal popolo. In questa ottica democratica, che senso ha scegliere una lista predefinita da chi già ci governa, evitandoci di nominare noi un candidato qualsiasi, esterno al monopolio delle poltrone. Per quale antidemocratica ragione dobbiamo scegliere noi chi è stato già scelto da voi? Obbiettivamente questo operato somiglia più ad una democratica dittatura.