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Gennaio 23, 2019
scelta di un antifurto

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Per la scelta di un antifurto destinato alla propria abitazione, il primo aspetto che è necessario prendere in considerazione riguarda l’individuazione del sistema di allarme che meglio di tutti gli altri è in grado di adattarsi alle peculiarità dell’immobile che deve essere protetto. Dopodiché, si deve procedere prendendo in esame la tecnologia di sicurezza dell’impianto; quindi, vale la pena di valutare le garanzie e i servizi a corredo del prodotto, con riferimento in particolare alle soluzioni post-vendita. Ogni edificio ha caratteristiche specifiche che si traducono in esigenze di sicurezza uniche: questo è il motivo per il quale è consigliabile puntare su un allarme personalizzato, studiato su misura in ogni dettaglio.

A tale scopo, può essere utile verificare gli eventuali punti deboli di un appartamento: per esempio il numero di ingressi esposti ai tentativi di intrusione dei malintenzionati. Al tempo stesso, occorre analizzare l’ubicazione della casa, la presenza di eventuali sistemi di sicurezza già esistenti, la qualità delle porte blindate eventualmente installate, e così via. Solo dopo aver delineato un quadro chiaro e completo della situazione si può scegliere un sistema di allarme che risulti davvero efficace. I sensori che vengono installati nell’edificio rappresentano una parte fondamentale per il funzionamento di ogni impianto, che dovrebbe essere connesso a una centrale di sorveglianza. Meglio ancora se la connessione è garantita con le forze dell’ordine: ciò che conta è che il padrone di casa abbia la certezza di essere avvertito in maniera tempestiva di eventuali tentativi di furto.

Come funziona l’allarme

Il funzionamento dell’allarme si basa sull’emissione di un avviso sonoro che viene attivato con delle sirene interne o esterne; le intrusioni vengono segnalate per mezzo della connessione della centralina con la linea fissa del telefono o attraverso il wifi connesso a un router, e quindi via Internet. La decisione più importante che è necessario prendere in vista di un acquisto è relativa all’alternativa tra un sistema senza fili e uno cablato. Le reazioni e le funzionalità che vengono messe a disposizione sono le stesse: la sola differenza che distingue i due impianti concerne le modalità di installazione. Oltre agli antifurti per la casa che segnalano le intrusioni di estranei, esistono modelli che si basano su sensori speciali attraverso i quali possono segnalare allagamenti o incendi: in questo caso è prevista l’installazione di rilevatori ottici di fumo.

I sistemi di allarmi cablati

Tra i sistemi di allarme più utilizzati ci sono quelli cablati, e cioè con fili: in questi impianti i sensori sono collegati con la centralina tramite cavi che sono concepiti e realizzati per non poter essere disattivati, manipolati o tagliati in alcun modo. L’antifurto filare fa della sicurezza il proprio fiore all’occhiello, e deve la propria affidabilità al fatto che non dipende da batterie o onde radio. Vi si ricorre nelle case di nuova costruzione o comunque nelle abitazioni che devono essere ristrutturate: si tratta, infatti, di contesti che permettono di usufruire di predisposizioni dedicate.

Le caratteristiche dell’installazione a fili

In funzione delle peculiarità dell’installazione a fili, gli impianti di allarme cablati devono essere progettati con la massima cura, così da evitare che rimangano zone scoperte. Il consiglio è quello di lasciare delle predisposizioni anche in punti in cui in futuro potrebbero essere apportati dei cambiamenti, al fine di prevenire possibili opere murarie indispensabili per il passaggio delle canalizzazioni.

I sistemi senza fili

Una soluzione alternativa agli impianti cablati è quella offerta dai sistemi di antifurto wireless, che non prevedendo la presenza di cavi non hanno bisogno di canalizzazioni. Proprio per questo motivo, la rapidità di montaggio è una delle loro peculiarità più importanti. Questi sistemi vengono usati in modo particolare in case nuove in cui non sia stata messa a punto la predisposizione di un impianto, ma anche – più in generale – quando non si ha intenzione di provvedere ai lavori per le canalizzazioni. Poiché non ci sono fili, la centralina comunica con i sensori e con la sirena attraverso la radiofrequenza, ma ciò può dare origine a problemi e inconvenienti dovuti a interferenze ambientali. C’è da dire, comunque, che i modelli di ultima generazione che sono stati lanciati sul mercato non hanno problemi di falsi allarmi.

Un ulteriore elemento a cui si può fare riferimento per proteggere la propria casa, il proprio ufficio o il proprio negozio è il sistema di allarme finto. Si tratta di un oggetto il cui obiettivo è quello di fare da deterrente e, quindi, scoraggiare i delinquenti. Ad ogni modo, questi sistemi non sono raccomandabili, in quanto non proteggono realmente gli edifici. Per altro, in commercio ci sono proposte di tutti i generi, con sensori finti e telecamere finte, ma anche sirene finte con il lampeggiante o led lampeggianti che riproducono in ogni dettaglio l’aspetto dei rispettivi omologhi veri.

Le potenzialità di un antifurto

Appurata la necessità di evitare gli allarmi finti a favore di un kit antifurto casa che funzioni veramente, vale la pena di approfondirne le caratteristiche e le potenzialità. Ogni sistema di allarme costituisce un elemento di sicurezza passivo, che è in grado di rilevare problemi e intrusioni in maniera automatica. Il cuore dell’intero sistema è la centralina di allarme, in cui sono presenti dei microprocessori che sono progettati e sviluppati per ricevere i vari segnali che provengono dai sensori e per elaborarli. A seconda delle funzioni disponibili, un antifurto può azionare da solo un impianto antincendio, far partire i segnali sonori delle sirene o inviare un messaggio di allerta al proprietario di casa.