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Guida alla scelta dell’antifurto per la casa


Come è fatto un impianto di allarme per la casa? Essere consapevoli delle caratteristiche di un dispositivo di questo tipo è indispensabile in vista di un acquisto, poiché permette di scegliere in maniera informata e sicura. Un impianto è costituito, generalmente, da una centrale, dai controlli di attivazione e di disattivazione, dagli attuatori e dai sensori. La centrale può essere considerata come il cervello di tutto il sistema, attraverso il quale tutte le altre componenti possono essere coordinate e gestite e che permette di rilevare i possibili malfunzionamenti. I controlli di attivazione e di disattivazione corrispondono alle chiavette, ai telecomandi e alle tastiere, mentre gli attuatori sono i combinatori telefonici e le sirene; i sensori, infine, possono essere di varie tipologie, e servono a trasmettere alle centrali i segnali per l’attivazione degli allarmi.

Le telecamere degli impianti di allarme

Negli impianti di allarme come quello che può essere consultato tramite il link https://prodotti.irenlucegas.it/iren_casa_sicura, un ruolo di primo piano è svolto dalle telecamere, che possono essere dotate di molteplici funzioni: per esempio, la capacità di riconoscere il pianto dei bambini, ma anche la risoluzione full HD sia di giorno che di notte, tramite la quale si può usufruire di immagini nitide in qualsiasi momento.

La tecnologia di riconoscimento facciale, invece, è molto importante per ottimizzare la segnalazione degli eventi, dal momento che consente di memorizzare i volti dei soggetti che sono autorizzati ad entrare nell’edificio. Le telecamere di oggi sono anche in grado di seguire i bersagli con una copertura a 360 gradi, senza rischiare di perderli di vista, in quanto sono muniti di appositi sensori di movimento intelligenti. L’audio bidirezionale è un’altra delle caratteristiche di rilievo, e offre la possibilità di parlare e di ascoltare in tempo reale con il tablet o con lo smartphone. Non va sottovalutata, infine, la possibilità di registrare quel che viene ripreso su cloud remoto o su una scheda microSD.

I kit antifurto

In commercio è facile trovare dei kit antifurto fai da te che condividono la maggior parte delle funzioni degli antifurti domestici di ultima generazione: l’attivazione delle sirene in caso di emergenza, l’inoltro di chiamate, la funzione giorno-notte. I sensori a doppia frequenza sono consigliabili perché permettono di trasmettere su più canali nello stesso momento, e di conseguenza si rivelano più sicuri rispetto alle opportunità offerte da un sistema a singola frequenza. Un altro accorgimento di cui ci si può servire è l’antijamming, che serve a scoprire se qualche malintenzionato sta tentando di coprire le frequenze impiegate dai sensori.

Il gsm e le altre funzioni

Il gsm è un’altra delle caratteristiche che possono tornare utili per un impianto di allarme in casa, meglio ancora se abbinato a una SIM (di solito le SIM devono essere ricaricate tutti gli anni, ma non mancano le offerte che includono una SIM senza scadenza). I sensori di movimento e le sirene hanno un effetto deterrente molto prezioso, poiché contribuiscono a scoraggiare una buona fetta di malintenzionati. Ancora, vale la pena di prendere in considerazione la disponibilità di un contatto antiscasso, che interviene nel momento in cui il malintenzionato si sta avvicinando alla centralina, e quindi prima che la stessa possa essere danneggiata.

I kit possono essere di vario tipo: alcuni, per esempio, sono già configurati e possono essere utilizzati sin da subito, fermo restando che gli utenti sono sempre liberi di apportare modifiche. L’autonomia degli apparecchi è garantita da batterie tampone, che entrano in azione nel caso in cui si dovesse verificare un black out o comunque l’energia elettrica dovesse venire a mancare. La quantità di chiamate telefoniche può essere personalizzata, così come la durata delle sirene e il ritardo di ingresso.

 

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