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Italiani all’estero: a caccia di lavoro


Italiani all’estero, Nell’arco degli ultimi dieci anni è aumentato il numero di italiani che ha lasciato il proprio Paese per cercare di costruirsi un futuro all’estero. Ma come si trovano questi connazionali una volta fuori dall’Italia? A dare una risposta, con uno sguardo diverso rispetto al solito, ci ha pensato Francesco Cordio, con il suo documentario “Localeuropa, musica valida per l’espatrio“.

A rendere originale il suo lavoro sono i protagonisti del racconto, gli occhi attraverso i quali vengono visti gli italiani all’estero; lo sguardo è quello di Max Gazzè, Daniele Silvestri e Niccolò Fabi impegnati nel loro tour europeo. I tre sono stati ripresi da Cordio in un viaggio lungo oltre nove mila chilometri all’interno di un pulmino rosso, con il quale hanno attraversato le principali città europee e toccato con mano i sogni di coloro che hanno abbandonato l’Italia per inseguire un avvenire diverso.

Le statistiche sugli italiani all’estero tornano ciclicamente e diventano notizie che online hanno ampia diffusione, confermando quel che da diversi anni si sa fin troppo bene: sono molte le persone che partono in cerca di un’occasione che in Italia rischia di non presentarsi mai. Espatriando, infatti, si porta con sé una “skill” tutta nuova che sarebbe la capacità di parlare la lingua del paese natio.

Oggigiorno deve essere naturale parlare bene l’inglese, ed ecco che se un italiano va all’estero a trovare lavoro, può facilmente essere assunto in una azienda che ha bisogno di personale che parli molto bene la lingua italiana, oltreché quella inglese. Compreso questo passaggio, diventa importante giocarsi molto bene l’occasione in sede di colloquio; i consigli che troviamo su internet sono molti e forse un po’ troppo generali, ma basta andare direttamente nei siti dei brand per trovare dei consigli molto utili su come comportarsi in sede di colloquio, perché questi consigli provengono, potenzialmente, da un ipotetico datore di lavoro. Un esempio lo è Zalando proponendo una pagina con consigli sia di abbigliamento che di comportamento da tenere il giorno del colloquio di lavoro, oppure possiamo trarre qualche buon spunto da questa pagina che ci spiega quanto possa essere importante una giacca! Un altro esempio lo troviamo sui siti di job founding come possiamo vedere qui per quanto riguarda Monster.

Ma come sono gli italiani all’estero? Protagonisti quando si parla di statistiche, ma sostanzialmente ignorati quando si tratta di andare al di là dei dati, quando bisogna dare un volto alle cifre. Dal documentario di Cordio emergono giovani in possesso di una spiccata capacità di adattamento anche nelle situazioni meno semplici, affiancata dalla tipica inventiva italiana che è una via di mezzo fra l’arte di arrangiarsi e il colpo di genio.

Molti di loro sono stati capaci di reinventarsi una vita: un ragazzo che lavorava come dj a Roma lavora adesso nel settore finanziario in Lussemburgo, oppure l’avvocato che è diventato pasticciere in quel di Bruxelles. E accanto alle storie rocambolesche ci sono quelle più lineari, come ad esempio il chimico che è partito insieme alla moglie alla volta di Colonia e lì si è stabilito, mettendo al mondo tre figli e costruendosi una famiglia.

Alla fine di questo articolo la domanda che ci si pone è sempre la stessa: qual è la scelta migliore, restare oppure andarsene? Una vera risposta non esiste, poiché si tratta di una scelta estremamente soggettiva che riguarda aspirazioni e benessere di ogni singolo individuo. E lo dimostra il fatto che molti, pur soddisfatti della loro scelta e appagati dal punto di vista lavorativo, non nascondono di voler tornare in Italia, in quello stesso Paese che li ha costretti ad andare via ma al quale rimangono comunque profondamente legati.

Anna M. F.

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