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Come usare la forza del pensiero per controllare dispositivi elettronici


Come usare la forza del pensiero attraverso un braccialetto, realizzato dai ragazzi del Ctrl-labs, che ha il compito di codificare i segnali del cervello e trasformarli in un sistema di puntamento innovativo per computer. Il team alla base del progetto ha recentemente ottenuto un investimento di 28 milioni di dollari firmato da GV di Alphabet, ma sono stati in molti a puntare sulla stessa tecnologia, fra cui Amazon, Paul Allen e il fondatore di Slack Steward Butterfield. Il progetto, nato tre anni fa, punta ad unire neuroscienze e mondo informatico per fornire tecnologie su cui in pochi hanno avuto il coraggio di puntare.

Il mondo non è nuovo a questo tipo di tecnologia, già altri si sono cimentati in questa impresa ed anno sviluppato tecniche analoghe come L’Associative Decoded fMRI Neurofeedback

Come usare la forza del pensiero per il controllo remoto?

Alla base del progetto c’è Thomas Reardon che, prima di imbattersi nel mondo delle neuroscienze, si è fatto conoscere per aver formato il team di sviluppo del primo Internet Explorer. Nel 2015, dopo aver conosciuto i neuroscienziati Patrick Kaifosh e Tim Machado, ha dato i natali a Ctrl-labs con l’obiettivo di “rispondere alle più grandi domande dei mondi dell’informatica, delle neuroscienze e del design”. Dopo tre anni di sviluppo la start-up ha realizzato il primo prodotto, non ancora commerciale, ma molto ambizioso: un braccialetto che legge i segnali che dal cervello arrivano alla mano.

Secondo quanto hanno descritto alcune testate internazionali che sono state invitate alla sede ufficiale di Manhattan del team, il braccialetto è ancora un prototipo nelle fasi più embrionali. Si caratterizza per una serie di schede logiche collegate l’una con l’altra attraverso un cavo, formando la forma tipica di un indossabile. Il device viene collegato a sua volta ad un Raspberry Pi, che viene collegato fisicamente ad un PC che esegue un software per la gestione dei dati raccolti. Non è un progetto rifinito, ma niente che non si possa migliorare con il giusto lavoro di miniaturizzazione.

Adam Berenzweig, uno degli scienziati di Ctrl-labs, immagina il braccialetto come una sorta di mouse o tastiera capace di lavorare con la elettromiografia differenziale, quindi in breve traducendo in azione un intento mentale. Misurando i cambiamenti nel potenziale elettrico causati dagli impulsi che viaggiano dal cervello ai muscoli della mano attraverso i motoneuroni inferiori, è possibile tradurre i segnali biologici del nostro organismo negli equivalenti zero e uno del linguaggio binario che sta alla base dell’informatica, ed è su questo assunto che si basa il braccialetto.

Nel device ci sono sedici elettrodi che monitorano i campi elettrici generati dai nervi dell’indossatore, e il software – con l’aiuto della tecnologia di machine learning TensorFlow di Google – può raccogliere i dati e agire sulla base di quelli raccolti da ciascuno degli elettrodi. La peculiarità di questo sistema è che non necessita di alcun movimento muscolare per convertire gli impulsi dell’indossatore in azioni, ma basta semplicemente il pensiero, con l’aiuto di un pizzico di intelligenza artificiale, per realizzare la magia del computer che può essere gestito con la mente.

Come usare la forza del pensiero con un device wearable

Ad oggi sono disponibili dei wearable capaci di eseguire dei comandi attraverso l’analisi del movimento muscolare del braccio, come ad esempio Myo, tuttavia la precisione del riconoscimento delle gesture non è ad altissimi livelli. Il prototipo di Crtl-labs è già più preciso in questo stato embrionale, anche se ha bisogno di alcuni accorgimenti per essere utilizzato, come il Raspberry Pi collegato fisicamente ad un computer, e un carrello metallico nelle vicinanze (sì, avete letto bene) che serve da antenna. Bisogna inoltre abituarsi ad un sistema di puntamento di questo tipo.

All’inizio l’utente sembra trovarsi spaesato, ma dopo qualche istante si prende dimestichezza e, secondo i giornalisti americani che l’hanno provato, si inizia a spostare il cursore con parecchia disinvoltura. È chiaro che quello di Ctrl-labs non è un prodotto pronto per la commercializzazione e ha bisogno di parecchi lavori di finitura per poter essere proposto alle masse. La compagnia punta a rilasciare i primi developer kit entro la fine dell’anno ad un prezzo più alto rispetto ad un’eventuale versione proposta per il mercato di massa con un design non ancora definito.

Il developer kit sarà da collegare fisicamente al computer, ma il team di sviluppo sostiene che le attività che deve svolgere il braccialetto sono tali che l’hardware necessario può essere contenuto in un wearable simile ad un device Android Wear dei giorni nostri. Il prodotto può essere utilizzato per i videogiochi, soprattutto quelli basati sulla realtà virtuale, ma può anche offrire una base di partenza per progetti di stampo medico lanciando una vera e propria rivoluzione. Ed è probabilmente per questo che tanti grandi nomi del settore tecnologico hanno da tempo preso di mira la start-up.

Nino Grasso

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