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Giugno 19, 2019
Pneumatico senza aria

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Lo pneumatico senza aria avrà una durata superiore agli pneumatici attuali e soprattutto sarà riciclabile

Il sogno della gomma che non fora mai è dietro l’angolo. Si chiama Uptis, sigla di Unique puncture-proof Tire system (tradotto: sistema a prova di foratura). L’ha pensato e realizzata Michelin, è ancora un prototipo, ma il progetto ne prevede la commercializzazione dal 2024. Sarà la General Motors a incaricarsi delle prove su strada con i propri veicoli.

«Senz’aria al suo interno, connesso nell’ottica dello sviluppo futuro dell’automobile, stampabile in 3D, e sostenibile perché ridurrà l’impatto degli pneumatici sull’ambiente»:

sono i punti di forza sottolineati da Florent Menegaux, nuovo amministratore delegato di Michelin, appena nominato al posto di Jean-Dominique Senard passato in Renault.

Pneumatico senza aria il segreto sono le Lamelle elastiche

La gomma del futuro «garantirà le stesse prestazioni di quelle attuali» ha aggiunto Menegaux durante la presentazione avvenuta al summit sulla mobilità e l’ambiente in corso a Montreal (di cui Michelin è sponsor principale). La struttura è diversa da quella dei pneumatici classici: il battistrada è sostenuto da una complessa rete di lamelle elastiche che assicurano le funzioni della carcassa e dell’aria contenuta nella camera d’aria di una gomma tradizionale.

Costato 10 anni di ricerche e coperto da 15 brevetti contribuirà a ridurre la gran quantità di pneumatici usati che ogni anno vengono buttati via (200 milioni secondo i dati forniti da Michelin).

Realizzato con nuovi materiali, tra cui resine e fibra di vetro, avrà una durata superiore ai pneumatici attuali e soprattutto sarà riciclabile.

«Sarà solo un po’ più pesante rispetto alla media odierna» ha dichiarato Eric Vinesse, responsabile della ricerca e sviluppo di Michelin. Inoltre restano da analizzare più a fondo alcuni parametri, ad esempio la deformabilità nel tempo, in base alle condizioni climatiche (caldo d’estate, freddo d’inverno), all’impiego e all’usura. Ma il progetto permette un’ampia gamma di soluzioni, ha aggiunto Vinesse. Possiamo riprodurre l’interazione tra asfalto e battistrada degli attuali pneumatici, con la medesima capacità di assorbire e distribuire l’energia»,

ha concluso l’ingegnere francese. La commercializzazione interesserà inizialmente il nord America e l’Asia, dove il problema delle forature è particolarmente sentito..

di Paolo Lorenzi