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Le società scientifiche italiane a favore della prevenzione cardiaca


Un documento per richiamare l’attenzione contro le patologie del cuore: è quello che è stato messo a punto dalle società scientifiche del nostro Paese per fare luce sulla più comune causa di morte nella società occidentale. Un team di esperti italiani ha dato vita a una sorta di decalogo contenente raccomandazioni utili per la prevenzione delle malattie cardiache: suggerimenti che sono stati messi a punto in modo specifico per gli italiani, con l’obiettivo di coinvolgere anche la politica, a livello nazionale e internazionale.

I fattori di rischio

Nella popolazione generale purtroppo è molto elevata la diffusione dei fattori di rischio: basti pensare che il 67% delle donne e il 68% degli uomini in età adulta sono interessati da ipercolesterolemia. Non solo: 8 donne su 100 sono colpite da diabete, una malattia che coinvolge l’11% degli uomini, mentre la sindrome metabolica riguarda più o meno 1 maschio su 4 e 1 femmina su 5. Al di là delle patologie, però, ci sono fattori di rischio che hanno a che fare con lo stile di vita: quelli su cui, in teoria, si potrebbe intervenire con più facilità. Per esempio, il 32% degli uomini dichiara di essere sedentario, e la percentuale sale di ben 10 punti tra le donne. Non va dimenticata, poi, l’obesità, che riguarda 1 persona su 4 e che è alla base anche dell’insorgenza di molti tumori.

Numeri drammatici

In Italia 7 decessi su 10 hanno a che fare con un tumore o con una malattia cardiovascolare: questo dato drammatico dovrebbe essere sufficiente già da solo per intuire il valore e l’importanza della prevenzione, tanto a livello individuale quanto dal punto di vista collettivo. L’alleanza tra varie professionalità si rivela indispensabile ai fini del miglioramento della prevenzione: i farmacisti e i medici, sì, ma anche i dietisti, gli infermieri, e persino i politici. Non solo: in questo scenario dovrebbero essere coinvolti anche gli psicologi, gli insegnanti e, ovviamente, coloro che si occupano di ristorazione. A farlo notare è Roberto Volpe, ricercatore del Servizio di Prevenzione e Protezione del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma.

L’aterosclerosi

Come si può scoprire chiedendo lumi a un cardiologo a Bolzano, sottoporsi a screening regolari è fondamentale per una vita sana e lunga: essi consentono, tra l’altro, di individuare coloro che possono essere definiti soggetti a rischio, magari per incentivarli a cambiare il proprio stile di vita o a ricorrere a quegli interventi di tipo farmacologico o nutraceutico di cui avrebbero bisogno. Uno dei talloni di Achille in tema di prevenzione delle malattie cardiache è, poi, il miglioramento della compliance. In concreto, è necessario prestare attenzione all’aterosclerosi, che non è provocata dal colesterolo in sé e per sé, ma da quello che gli esperti hanno ribattezzato colesterolo cattivo: in pratica, le lipoproteine LDL, attraverso le quali il colesterolo viene trasportato nel sangue. Nel momento in cui tali involucri che contengono il colesterolo vanno ad accumularsi in corrispondenza delle pareti delle arterie, i rischi aumentano, visto che le arterie stesse vengono ostruite.

Che cosa si può fare per ridurre queste lipoproteine? Per esempio cambiare la propria dieta, ma non è da escludere l’impiego di farmaci. Le soluzioni fai da te, però, sono inutili o dannose, visto che ogni persona ha caratteristiche peculiari che presuppongono una visita approfondita da parte di un medico che sia poi in grado di individuare e di raccomandare la soluzione più appropriata.

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