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Gennaio 2, 2019
unicorno disegno immagini Unicorno origine e mitologia di questo animale realmente esistito in siberia

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Unicorno tra mitologia e storia. Ecco le origini di questo animale ormai estinto che viveva in Siberia dall’aspetto un po diverso da quell’animale che ci è stato presentato dai racconti fiabeschi. E’ un’illustrazione del misterioso Elasmotherium sibiricum da 3,8 tonnellate risalente all’incirca al 1920 realizzata da Heinrich Harder, a fornirci un’idea di quelle che dovevano essere le reali sembianze di questo animale mitologico ormai estinto.

Più simile ad un rinoceronte gigante, a volte descritto anche come “unicorno siberiano”, viveva sul nostro pianeta molto tempo e la fa. Secondo una recente ricerca, la sua estinzione è stata avvicinata ed in parte sovrapposta alla comparsa nella storia del’uomo di Neanderthal.

Uno studio pubblicato sulla rivista Nature Ecology & Evolution [1] afferma che la creatura irsuta vagava tra gli umani, dopo essere sopravvissuta all’estinzione di massa del quaternario. La sua presenza è stata registrata nell’Europa orientale e nell’Asia occidentale fino ad almeno 39.000 anni fa, all’incirca nello stesso periodo dei Neanderthal e dei primi umani moderni.

Come si è stinto l’unicorno siberiano?

Le ultime scoperte hanno utilizzato la datazione al radiocarbonio e l’analisi genetica su 23 esemplari per rivelare la vita del misterioso Elasmotherium sibiricum da 3,8 tonnellate, che in precedenza si pensava si fosse estinto circa 200.000 anni fa.

Le ricerche, suggeriscono che l’unicorno siberiano, fosse vissuto nella zone della moderna Russia e le aree di pascolo si estendevano dalle zone della Mongolia, alla Cina settentrionale fino al Kazakistan. La sua estinzione sarebbe da imputare ai cambiamenti ambientali che colpirono il tipo di vegetazione fonte del suo sostentamento.

gli autori dello studio hanno dichiarato:

L’animale, il cui corno poteva essere lungo fino a un metro, non è riuscito ad adattarsi alla nuova dieta erbacea”

“I parenti come il rinoceronte lanoso, potevano contare su una gamma più equilibrata ed estesa di piante con cui nutrirsi e questo ha permesso loro di adattarsi al cambiamento dell’habitat”

Anche l’uomo ha contribuito alla sua estinzione.

Un’illustrazione dell’ Elasmotherium di Heinrich Harder, risalente al 1908 circa

“Il range geografico ristretto, probabilmente anche legato al suo habitat specializzato, così come il basso numero di esemplari che costituivano la popolazione, abbinato al basso tasso riproduttivo unito alle sue grandi dimensioni corporee, lo avrebbero predisposto ad un’estinzione certa”.

Gli scienziati affermano che la perdita dell’unicorno siberiano fornisce un utile caso di studio “che mostra la scarsa resilienza dei rinoceronti ai cambiamenti ambientali”.

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