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Olive coltivabili: un’eccellenza tutta italiana


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Leccino, frantoio, coratina, ogliarola, peranzana e tante altre. Se questi nomi non vi dicono niente fate bene ad andare avanti nella lettura di questo articolo, quantomeno potrete immagazzinare delle nozioni riguardo ad un settore che sul territorio nazionale va per la maggiore.

Stiamo parlando di olive coltivabili, quelle che vengono utilizzate per la spremitura e regalano ogni anno dell’ottimo olio sulle nostre tavole. Forse non tutti sanno che le tipologie di olive coltivabili in Italia sono oltre 500, numero che ci colloca di diritto tra i maggiori (e i migliori) produttori d’olio non solo in Europa ma anche nel mondo. Tra tutte queste tipologie di olive ne vengono però selezionate solo 50 all’anno, a testimonianza del lavoro “di fino” svolto dai produttori italiani di olio, che scelgono solo il meglio per i consumatori.

Va detto che ogni oliva conserva delle proprie peculiarità, sia nell’aspetto che nella spremitura, e quindi conferiscono all’olio sapori, colori, consistenza ed equilibrio sempre diversi. Riconoscerli non è facile, e per questo motivo in questo articolo vogliamo descrivere le caratteristiche di alcune tra le migliori olive coltivabili presenti in Italia.

Peranzana, ogliarola, coratina: le olive pugliesi

La Puglia è una terra rinomata per la ricchezza dei propri uliveti e per la bontà dell’olio che ne viene fuori. Le olive pugliesi sono quindi tra le migliori in assoluto; a testimoniarlo ci sono le tante aziende agricole che operano nel territorio e le diverse tipologie di olive utilizzate. La caratteristica che accomuna l’olio pugliese è la sua tenacia, la sua intensità e quella nota amara e tendente al piccante nel retrogusto.

Tra le migliori olive utilizzate da queste parti troviamo l’oliva peranzana, che spicca per il suo alto contenuto di cherotene e clorofilla. Questo contribuisce a rendere l’olio più “longevo” rispetto ad altri oli della zona: il suo colore è verdastro con striature gialle, ma la resa non è molto alta (attorno al 15%). L’utilizzo di questa oliva si riscontra principalmente nel foggiano e nella zona della Daunia.

Un’altra oliva molto particolare all’interno del territorio pugliese è la coratina, che prende il suo nome direttamente dalla città di Corato. Diffusa principalmente nel nord barese, da questa oliva proviene un olio molto fruttato, denso e verace. Un olio che racchiude in sé l’autentico sapore della Puglia, ed è quindi perfetto per essere abbinato con i piatti tipici della zona.

Diverso è invece il gusto che viene fuori dall’oliva ogliarola, abbastanza comune (per altro in due diverse modalità) sia nel foggiano che nel barese. Si tratta di un’oliva più piccola, dalla quale proviene un olio di colore giallo più armonioso ed equilibrato rispetto a quelli citati in precedenza.

Altre olive italiane

Dicevamo che l’olio è un’eccellenza italiana, capace di abbracciare l’intera penisola da nord a sud. E se la Puglia spicca per l’abbondanza di uliveti, le altre regioni non stanno certo a guardare. La Toscana può ad esempio fregiarsi di aver ricevuto quest’anno il prestigioso riconoscimento IGP, che premia anche la zona di provenienza delle olive oltre alla qualità dell’olio.

Da queste parti una delle olive più comuni è il leccino, un’oliva verde che ha una resa di oltre il 20% e offre un olio davvero profumato e caratterizzato da note floreali.

Altra oliva nota in Toscana, ma anche in tutto il centro Italia, è il frantoio. Si tratta di un’oliva dalla buona resa (attorno al 20%) e dalla quale proviene un olio dal carattere e dal gusto forti.

Un’oliva sicuramente molto nota è la taggiasca, tipica della Liguria. Piccola, nera e ovale, quest’oliva è in grado di soddisfare i palati di tutti per il suo intenso profumo, riscontrabile anche nell’olio che ogni anno abbonda sulle tavole di queste zone.

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