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Glucosio o Fruttosio quale zucchero scegliere


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Glucosio o Fruttosio. Zucchero sotto accusa, non c’è certo la frutta, ma cibi e bevande industriali in eccesso. Ricordiamoci di leggere le etichette

Cuore e zucchero non vanno d’accordo, almeno stando ai dati appena pubblicati dal Journal of the American Medical Association. Sembra infatti dimostrata una correlazione fra consumo di zuccheri e aumento del rischio di malattie cardiovascolari, non solo perché gli zuccheri favoriscono l’obesità ma anche perché aumenterebbero la pressione, l’accumulo di grasso nel fegato, le alterazioni dei lipidi e dei marcatori dell’infiammazione nel sangue. Ma sotto accusa non c’è certo la frutta o il latte, ma soprattutto cibi industriali e bibite zuccherate. Se è vero che le bevande diet ( o light) non sembrano aiutare le persone sovrappeso a ridurre le calorie, è assodato che quelle piene di zucchero, se non si bevono con moderazione, non fanno bene.

Glucosio o Fruttosio in che misura?

«Non bisogna però esagerare con i timori: il consumo di bibite zuccherate in Italia è più ragionevole rispetto a quanto accade in America, dove è stato condotto lo studio – interviene Giuseppe Fatati, presidente della Fondazione ADI-Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica -. E non bisogna demonizzare neppure i dolci, a meno di non avere problemi metabolici, come il diabete.

Basterebbe spostare l’attenzione dalla quantità alla qualità: porzioni piccole di prodotti preparati in casa o di alta qualità possono essere introdotte nell’ambito di un’alimentazione equilibrata. Il vero pericolo sono i dolciumi a basso costo, in cui, per aumentare la gradevolezza, vengono aggiunti troppi grassi saturi e zuccheri».

GLUCOSIO O FRUTTOSIO LE ETICHETTE – Importante quindi è leggere le etichette per capire quanti zuccheri ci sono nei prodotti. Secondo molti nutrizionisti si dovrebbe anche lavorare con le aziende, come si è fatto per ridurre i contenuti di sale negli alimenti, per far scendere le quantità di zucchero.

«La collaborazione è proficua: già oggi la composizione delle merendine è migliorata proprio a seguito delle sollecitazioni da parte degli esperti» fa notare Fatati.

L’Organizzazione mondiale della sanità dovrebbe pronunciarsi a breve con un documento sulle raccomandazioni relative agli zuccheri aggiunti. L’ultimo risale al 2003 e suggeriva di consumarne in modo da non superare il 10 per cento delle calorie quotidiane, una percentuale che (pare) sarà ulteriormente ridotta.

«Queste indicazioni in percentuale però sono difficili da comprendere e – puntualizza Fatati – sarebbe più efficace suggerire di non esagerare nell’aggiungere zucchero alle bevande, allo yogurt, alla macedonia e ricordare che è importantissimo non introdurre zuccheri semplici lontano dai pasti: mangiarne subito dopo pranzo o cena, infatti, ha un impatto molto minore sul carico glicemico, grazie alla presenza degli altri cibi, che rallentano l’assorbimento del glucosio».

FRUTTOSIO COLPEVOLE – Secondo molti però il vero colpevole degli effetti negativi dello zucchero sarebbe il fruttosio: si trova associato al glucosio nel normale zucchero da cucina, o nello sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio, usato come dolcificante per i prodotti industriali (c’è anche nella frutta, ma non in dosi tali da preoccupare). Il fruttosio è metabolizzato quasi esclusivamente dal fegato e, se abusiamo di zuccheri e cibi industriali, può essere convertito in grassi più facilmente del glucosio. Inoltre, si trasforma in energia producendo più radicali liberi rispetto al glucosio e richiede perciò una «dose supplementare» di antiossidanti per essere «neutralizzato»; non è regolato dall’insulina e non influenza la produzione di leptina, l’ormone della sazietà (secondo una ricerca farebbe addirittura il contrario, aumentando la grelina, che favorisce l’appetito). Infine, in grandi quantità fa salire i trigliceridi.

DIBATTITO APERTO – Il «caso fruttosio» tuttavia è ancora aperto: l’ultima revisione pubblicata su BMC Biology dal fisiologo Luc Tappy dell’Università di Losanna, sottolinea che nonostante queste accuse un verdetto definitivo non è ancora possibile:

«Non è certo che il fruttosio sia la causa più importante dello sviluppo di obesità o malattie metaboliche e cardiovascolari. Certo, trattandosi di un nutriente non indispensabile, non eccedere è comunque una raccomandazione ragionevole».

fonte corriere

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